GameStop & C, siamo all’alba di un socialismo finanziario?

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di Gianluigi Raimondi 29 Gennaio 2021 | 10:00

Che le quotazioni di mercato fossero un po’ troppo esasperate non è una notizia inattesa né una novità, e in effetti a ben vedere c’è l’imbarazzo della scelta nei motivi alla base della recente correzione dei principali listini azionari, dalla guerra dei vaccini in Europa, alle tensioni geopolitiche in Iran fino a qualche risultato deludente, condito forse da un eccesso di cautela, da parte di mostri sacri quali Apple e Tesla…

Eppure non è questo il reale elemento che ha innescato la caduta dei listini, e ne possiamo addossare la colpa ad una FED che tutto sommato non ha fatto che confermare il mantenimento dell’attuale politica monetaria per un periodo di tempo indefinito (in questo supportando il dollaro).

Il fenomeno di cui tutti discutono infatti è la coalizione ribelle degli investitori retail che attraverso forum tematici (Reddit in cima) si sono organizzati in modo da colpire con ferocia le posizioni ribassiste speculative dei fondi di investimento su alcuni particolari titoli.

GameStop è un esempio lampante, il cui “short squeeze” si è prodotto in un rialzo del titolo nell’ordine del 1.700% questo mese, ma ci sono anche altri seppur meno eclatanti esempi come AMC Entertainement Holding o la Bed Bath&Beyond.

Di fronte a questo attacco coordinato l’impero dei fondi arretra, con nomi altisonanti nel mondo hedge, quali Steve Cohen o Dan Sundheim, che hanno perso miliardi nell’ecatombe di questi giorni. E di fatto il calo generalizzato dei listini è in gran parte imputabile a questo fenomeno, con molti investitori esposti su posizioni ribassiste che si sono visti costretti a liquidare la loro esposizione su titoli per tamponare i margin call in essere.

Qualcuno ha immediatamente alzato gli scudi contro questo fenomeno, additando l’irrazionalità speculativa degli investitori “dilettanti” che ricorda molto da vicino quanto accaduto in occasione della bolla dotcom.

Tuttavia bisogna dissentire da questa posizione: altro che dilettanti! E’ stato invece un attacco coordinato ed in grande stile contro posizioni ribassiste delle grandi major, su comparti azionari inattesi, e proprio l’effetto sorpresa ha permesso al blitz di riuscire.

Se l’avesse fatto un grande fondo di investimento oggi il suo gestore sarebbe incensato per la sua lungimiranza, il fatto che invece questa azione arrivi dalla casta più bassa degli investitori lascia adito a perplessità (e paura) perche per una volta è la Main Street a prendersi una rivincita contro Wall Street. Indubbiamente uno shock per il c.d. “denaro intelligente” che si è sempre affidato all’inerzia del popolo bue per cavalcare i mercati.

Che sia l’alba di un “socialismo finanziario”?

Forse è prematuro spingersi ad ipotizzare tanto, ma quanto accaduto in questi giorni a mio avviso non va sottovalutato, anche perché senza precedenti (come ormai molte cose da oltre 1 anno a questa parte).

Le grandi major non sembrano però valutare quanto accaduto ieri come un evento di lunga durata: Goldman Sachs, Jp Morgan ed Evercore ISI tra gli altri si sono imediatamente affrettati a indicare lo storno di ieri come un ottima occasione per accumulare posizioni sul mercato (“BTD”, what else?); le prossime giornate saranno indubbiamente rivelatrici nel confermarci o meno le loro tesi.

A cura di Michael Palatiello, ad e strategist di Wings Partners Sim

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