PIGS, inizia il contagio greco

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di Giacomo Berdini 28 Aprile 2010 | 11:30
Con l’abbassamento del rating dei titoli di Stato del Portogallo, si teme che i cosiddetti PIGS possano a breve rischiare di raggiungere la Grecia sull’orlo del baratro. Intanto il 10 maggio l’Ue si riunirà per varare un piano di salvataggio per Atene.

Il 10 maggio l’Unione Europa si riunirà per affrontare la questione dell’infinita tragedia greca, tentando di varare un’operazione di sostegno. A confermarlo è stato il presidente UE Herman Van Rompuy, il quale ha ribadito comer “non sia in discussione un default della Grecia”, nonostante l’S&P abbia declassato i titoli di Atene a spazzatura.
E la Borsa risente della situazione, mostrandosi in forte calo, con l’indice generale in flessione dell’1,70%, mentre l’indice Ftse/athens 20 registra una flessione dell’1,62% nonostante la decisione delle autorità di controllo di vietare per due mesi le vendite allo scoperto.

Nel frattempo si continua a parlare del contagio greco verso gli altri PIGS dell’Europa, e preoccupa la disfatta dei titoli di stato nei paesi finanziariamente più deboli dell’Eurozona.
Oltre la Grecia, infatti, all’orizzonte si profila il Portogallo, i cui titoli di stato ieri hanno subito il taglio del rating.
Il rendimento dei titoli decennali di Lisbona è salito al 5,57%, quello dei titoli a due anni è balzato a 5,51%. La curva dei tassi del debito pubblico di Lisbona si sta pericolosamente appiattendo con tassi a breve uguali a quelli a lungo termine. Si tratta di una situazione che segnala un deciso aumento del rischio sulla solvibilità di Lisbona. Se poi la curva dovesse invertirsi, con tassi a breve maggiori di quelli a lungo termine, il Portogallo entrerebbe nella stessa spirale che sta affondando la Grecia.
Tuttavia, secondo Juergen Stark, componente del board della Bce, la situazione del Portogallo non è paragonabile a quella della Grecia: ”Non vedo relazioni tra la Grecia e il Portogallo”, afferma.

Questa ipotesi sarebbe confermata dai dati emersi da un report di Schroders, che puntualizza come la Grecia non sia l’unica nazione europea ad affrontare alti costi d’indebitamento, specificando che la situazione più critica è quella del Portogallo. Gli esperti del gruppo finanziario internazionale, tuttavia, non credono che la nazione, così come “la Spagna, Irlanda o Italia, siano sottoposte alle stesse pressioni della Grecia”.
Secondo Mike Riddell, gestore del team fixed income di M&G Investment, invece, “Irlanda, Italia e Spagna sono particolarmente vulnerabili”, e, “l’Irlanda è nella situazione peggiore”.

IL governo portoghese intanto comunica che farà “tutto il necessario” per ridurre il debito e il deficit. Lo ha annunciato il premier portoghese, Josè Socrates, sottolineando che il paese è “assolutamente determinato” a raggiungere gli obiettivi.

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