Azionario, le aziende “di moda” oggi non saranno necessariamente i vincitori di domani

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di Stefano Fossati 8 Febbraio 2021 | 15:00

“Il mondo della finanza moderna si basa sul fattore tempo e sulla conseguente premessa che più guardiamo al futuro, più dobbiamo fronteggiare il rischio che le cose non vadano esattamente come previsto. La finanza si basa sull’attualizzazione dei rischi nel tentativo di quantificare tutto ciò nel modo più efficiente possibile. Questa forte incertezza può essere presente a ogni livello: guardate per esempio alle ipotesi demografiche fatte negli anni ’60 su cui si basano i nostri schemi pensionistici. E poi anche i possibili scenari relativi al cambiamento climatico hanno sconvolto i nostri stili di vita”. Lo sottolinea Jacques-Aurélien Marcireau, Co-Head of Equities di Edmond de Rothschild AM. Di seguito il suo commento.

Non mancano gli esempi di quanto pervasiva sia l’incertezza e perché debba essere valutata, ma alcuni segmenti dei mercati azionari sembrano convinti che la loro precisa valutazione del futuro sia l’unica giusta. Il nostro obiettivo qui non è quello di aprire un dibattito sul futuro successo di aziende iconiche nei settori dell’auto elettrica, della consegna dei pasti o del cloud computing. Le presentiamo semplicemente come esempi di tutta una serie di titoli che crediamo stiano cavalcando prospettive incrollabilmente rosee e che hanno capitalizzazioni che raggiungono ormai i trilioni di dollari.

È interessante capire come i mercati trattino queste aziende come se la partita fosse già finita mentre in realtà i player già affermati nel settore cercheranno di assestare qualche colpo ai nuovi arrivati. Nel frattempo, una nuova generazione di imprenditori e di modelli di business si sta già scaldando, pronta a entrare nella mischia e a contendersi i premi. In altre parole, fissare valutazioni più elevate sui produttori di veicoli elettrici di nuova generazione rispetto a tutti i produttori di auto già affermati messi insieme, parte dal presupposto che nessun player esistente sia in grado di replicare le nuove idee. E suppone anche che nessuna disruption tecnologica possa mai ostacolare il boom dei veicoli elettrici. Eppure le auto a idrogeno potrebbero presto offrire un’alternativa credibile.

Salesforce, una società di software cloud, ricava oggi più dalle sue partecipazioni in startup di nuova generazione che dalle proprie operazioni. Ha guadagnato 1,04 miliardi di dollari nel terzo trimestre dai suoi investimenti riportando solo 224 milioni di dollari di utile operativo. Questo è un elemento interessante perché Salesforce è un modello per le aziende di nuova generazione, la maggior parte delle quali non sono ancora in grado di realizzare profitti. Abbiamo raggiunto una fase in cui essere in fase di crescita è meglio che raggiungere il culmine? La capacità di un’azienda di generare effettivamente un ritorno sugli investimenti conta davvero? Questa biforcazione tra il valore di un asset e la sua capacità di realizzare utili è paradigmatica nel caso del bitcoin. A nostro avviso, il valore del bitcoin si basa esclusivamente sulla percezione degli investitori, segnalando quindi una tendenza pericolosa sia per gli investitori che per le aziende.

Giganti dai piedi d’argilla

Come possiamo essere così sicuri del futuro quando le cose stanno cambiando così rapidamente in ogni settore? Come possiamo ritenere che la storia sia già cristallizzata e che i vincitori di oggi saranno anche i vincitori di domani? Cosa sappiamo della reale capacità delle aziende che si affidano a modelli di business messi in piedi in tempi stretti di resistere alle fasi di stress nel lungo periodo? Se alcuni operatori di mercato hanno perso la nozione del tempo, prima o poi saranno costretti a farci i conti.

All’estremità opposta dello spettro rispetto all’attività di stock selection, l’altro approccio da evitare è inquadrare il rischio come una variabile che dipenda da un singolo fattore oppure fare affidamento sulle correlazioni che si sono realizzate negli ultimi 20 anni. In un mondo di cigni neri, il futuro quasi certamente non assomiglierà al passato. Sulla base di queste osservazioni, la nostra comprensione dei rischi e la fiducia nella disciplina continueranno a guidare i nostri investimenti tematici nel 2021.

E guardando oltre quelle verità che vengono ripetute ogni giorno, crediamo gli investitori stiano sottovalutando alcune tendenze chiave. L’emergere dell’India è un dato di fatto: gli effetti delle riforme decennali possono talvolta impiegare molto tempo per travasare nell’economia reale, ma anche la geopolitica sta girando a favore del Paese, così come il suo ecosistema tecnologico, che appare molto solido all’interno della Silicon Valley. In generale, gli investitori preoccupati per il mondo di domani non hanno altra scelta che investire sul fronte degli investimenti ambientali. Pensiamo anche che opportunità interessanti possano discendere dal settore dell’assistenza sanitaria, anche se l’innovazione sembra più lenta che sul fronte delle nuove tecnologie (detto questo, il vaccino Covid sembrerebbe mostrare il contrario).

Infine, ma non meno importante, l’Europa dovrebbe uscirne combattendo. Siamo convinti che alcune aziende, anche quelle dei settori più in sofferenza, mostreranno nei prossimi anni una sorprendente capacità di muoversi in un ambiente internazionale sempre più complicato.

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