Azionario, Eurizon: in Europa rallenta la crescita, meglio puntare sugli Usa

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di Stefano Fossati 8 Febbraio 2021 | 19:00

Da The Globe, view di investimento mensile di Eurizon

L’evoluzione della pandemia rimane il principale tema di attenzione per gli investitori, mentre ha preso avvio la campagna vaccinale. In Europa la somministrazione dei vaccini è iniziata a ritmo rallentato, mentre vengono mantenute misure di restrizione dell’attività. La crescita economica ha subito una battuta d’arresto nell’ultimo trimestre 2020 e sarà presumibilmente debole anche nei primi mesi del 2021.

A livello politico, i Paesi dell’Unione Europea stanno definendo i piani di investimento dei fondi del NGEU/recovery fund. Va notato che questi fondi saranno investiti solo a partire dalla seconda metà dell’anno, mentre nuove misure di sostegno all’attività sarebbero necessarie adesso, considerando una diffusione della pandemia ancora sostenuta e la lentezza della campagna vaccinale. Negli Usa la vaccinazione ha un ritmo più spedito rispetto all’Europa e le misure di restrizione sono meno severe. L’economia Usa prosegue il recupero con una tendenza che dovrebbe permettere di tornare ai livelli di attività pre-Covid nel terzo trimestre di quest’anno. L’amministrazione Biden sta preparando un nuovo corposo pacchetto di stimolo fiscale i cui dettagli saranno definiti nel mese di febbraio. Per gli investitori è motivo di rassicurazione sapere che la politica economica sarà gestita da Janet Yellen, ex capo della Fed e ora nuovo segretario al Tesoro Usa.

View d’investimento

Si conferma il profilo moderatamente pro-ciclico delle scelte di investimento, che riflette le attese di recupero economico, ma che tiene conto anche di una campagna vaccinale più lenta del previsto e di un movimento dei mercati azionari tirato. Si riduce il peso sulle azioni europee a favore degli Usa; il posizionamento generale sulle azioni è confermato neutrale. Tra i mercati a spread si riduce la preferenza per gli emergenti a favore degli high yield. Si porta a neutrale, da sottopeso, il dollaro.

Asset class a confronto

Partenza positiva per i mercati azionari nel 2021, ma con un ritorno di volatilità a fine gennaio. Tassi a lunga scadenza Usa in rialzo nella prima metà del mese. Ferma la curva dei tassi tedeschi. Titoli high yield meglio degli Emergenti che hanno sofferto il rialzo dei tassi Usa. Dollaro in rafforzamento contro la maggior parte delle valute, eccetto il renminbi.

Tema di investimento: tassi Usa, il rialzo buono, il rialzo cattivo

Un importante tema di attenzione per gli investitori è il movimento dei tassi governativi a lunga scadenza Usa. Nella prima metà di gennaio, l’attesa della campagna vaccinale e di un nuovo pacchetto fiscale aveva fatto salire il Treasury a 10 anni fino a 1,2%. Un movimento valutato positivamente dalle attività di rischio, a conferma della ripresa economica, che ha sostenuto la rotazione verso i settori più penalizzati dalle misure anti-Covid. Nella seconda metà di gennaio, però, il rialzo dei tassi è interrotto, soprattutto per la partenza più lenta del previsto della campagna vaccinale.

Il movimento dei tassi a lunga Usa avrà un importante valore segnaletico per tutto l’anno. Tassi fermi o in calo prefigureranno un contesto simile a quello del 2020, guidato essenzialmente dagli Usa e da pochi settori di crescita. Tassi in graduale normalizzazione, fino ai livelli pre-Covid (area 2%), possono invece rappresentare un rialzo buono, validare aspettative positive e sostenere le rotazioni geografica e settoriale. Un rialzo troppo forte, ad esempio oltre i livelli pre-Covid, potrebbe però essere percepito come dannoso per la ripresa economica: un rialzo cattivo. La memoria va alle due prove di normalizzazione dei tassi tentate nel ciclo precedente (2013 e 2018/19), entrambe fermate da un forte rialzo della volatilità sui mercati azionari.

Tema di investimento: il vaccino funziona (dove c’è)

Sono arrivati i vaccini. Quanto tempo impiegheranno a restituirci la vita personale, sociale ed economica a cui eravamo abituati? Questa la domanda che tutti si fanno. Dopo avere osservato ossessivamente per un anno le statistiche sui nuovi contagi, adesso si guardano con altrettanta attenzione le statistiche sui nuovi vaccinati. Israele è osservato speciale perché è partito a razzo con i vaccini, è già a metà della popolazione e offrirà importanti informazioni sull’efficacia dei vaccini.

Le prime evidenze statistiche, in arrivo da Israele, ci dicono che i vaccini funzionano, perché appena una categoria di popolazione viene vaccinata il tasso di nuovi contagi, in quel gruppo, crolla verticalmente. Ancora presto però per capire quando arriverà l’immunità di gregge e quanto tempo impiegherà a fare sparire il virus nella popolazione. Non si vedono infatti ancora risultati sui dati aggregati.

Israele ha iniziato la vaccinazione nel pieno della terza ondata, quindi il ritmo “spontaneo” di contagio è ancora forte. La diffusione del virus (contagiati attuali su popolazione) è attualmente pari a quello dell’Italia. Nelle prossime settimane potremo valutare se il calo della curva in Israele supererà, grazie al vaccino, quello dell’Italia, che ancora conta sulle misure restrittive. Quindi, non sappiamo quanto tempo ci vorrà. Ma i vaccini funzionano. E abbiamo gli strumenti per monitorarne gli effetti. Ora non resta che aspettare che i vaccini siano effettivamente consegnati.

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