Usa, l’S&P 500 tende a salire quando la disoccupazione cresce. Ecco perchè

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di Gianluigi Raimondi 10 Febbraio 2021 | 10:00

A circa un anno dall’inizio della diffusione della pandemia di Covid-19 la disoccupazione negli Usa rimane a livelli elevati (6,3%). Ma cosa fa presagire un tasso di disoccupazione relativamente alto per il mercato azionario? Dal punto di vista statistico la sorpresa è eclatante, come mostrato nel grafico sottostante elaborato da Chart of The Day che presenta sette intervalli di tassi di disoccupazione rispetto alla conseguente performance media dell’indice S&P 500 su 12 mesi.

Il mercato azionario (rappresentato dall’S&P 500) ha ottenuto risultati migliori a seguito di un tasso di disoccupazione relativamente alto. Sebbene ci siano diverse ragioni per questa tendenza, una delle ragioni principali è che in tempi di difficoltà economica il Governo tende a intervenire.

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti più basso mai registrato si è verificato nel maggio 1953 e nel giugno 1953 e ha raggiunto un tasso del 2,5%. I ricercatori del National Bureau of Economic Research stimano invece che il picco del tasso di disoccupazione abbia raggiunto il 25,6% nel maggio 1933, al culmine della Grande Depressione. Il più alto tasso di disoccupazione negli Stati Uniti mai registrato (dal 1948) si è verificato nell’aprile 2020 a seguito di una chiusura economica in risposta alla pandemia COVID-19.

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