Small cap Usa, prospettive positive sostenute dalla ripresa

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di Stefano Fossati 11 Febbraio 2021 | 18:30

“Negli Stati Uniti, la campagna di vaccinazione e la conseguente graduale riapertura e normalizzazione dell’economia impatteranno fortemente sulle performance dell’azionario a stelle e strisce dei prossimi 12-24 mesi. Ritengo che il contesto di lungo termine resti favorevole per le small cap statunitensi, che generalmente performano bene nelle fasi di ripresa economica. Tuttavia, abbiamo visto un enorme afflusso di denaro nel segmento negli ultimi mesi. Sembra quindi che le aspettative siano elevate al momento e che molti dei possibili sviluppi positivi sono già riflessi nei prezzi di mercato”. A sostenerlo è Curt Organt, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – US Smaller Companies Equity Fund di T. Rowe Price. Di seguito la sua analisi.

Nel breve periodo sembra abbastanza probabile un consolidamento del comparto, ma su un orizzonte più lungo il miglioramento dell’economia dovrebbe supportare l’azionario small cap Usa, che inoltre mostra valutazioni relativamente attraenti rispetto a quelle delle large cap. Un altro elemento di supporto è rappresentato dal controllo Democratico sul Congresso. Da questo punto di vista, le politiche attese sotto la guida dell’Amministrazione Biden potrebbero avere effetti positivi sul segmento. I maggiori stimoli fiscali e la conseguente maggiore attività economica dovrebbero supportare le aziende di piccola capitalizzazione, che tendono a beneficiare nelle fasi di crescita del Pil. A controbilanciare in parte tale scenario positivo vi è tuttavia il fatto che probabilmente vedremo una maggiore tassazione sulle imprese negli Stati Uniti, con possibili effetti sugli utili.

Nel corso del 2020, la pandemia di Covid-19 ha ampliato il divario tra vincitori e sconfitti in molte asset class, e anche tra le small cap. Tra i vincitori nella prima parte dell’anno rientrano alcune aziende direttamente coinvolte nella gestione della pandemia, legate ad esempio al settore sanitario, e altre che hanno beneficiato dello spostamento verso modelli di lavoro e di vita quotidiana più digitali, come le aziende di software e alcune tipologie di vendita al dettaglio. Nella seconda parte dell’anno invece, il focus si è spostato sulle aziende meglio posizionate per la ripresa e la riapertura delle economie, e abbiamo aggiunto posizioni che erano sotto pressione all’inizio della pandemia, ma che prevediamo beneficeranno quando inizieremo a tornare più vicini alla normalità. In particolare, abbiamo aumentato l’esposizione a un mix diversificato di nomi finanziari, industriali e di consumo nel terzo trimestre, mentre il quarto è stato più focalizzato sulla ricerca di asset di qualità superiore e generalmente meno ciclici che non sono riusciti a tenere il passo con il mercato più in generale durante il forte rimbalzo.

Guardando avanti, le opportunità migliori nel complesso derivano da una selezione di aziende in vari comparti le cui valutazioni non riflettono appieno la sostenibilità della crescita o il potenziale di ripresa. Al momento investiamo principalmente nel settore dei servizi industriali e di business, healthcare, IT, finanza e consumi discrezionali. Di recente, abbiamo aumentato l’esposizione verso le società di investimento immobiliare quotate (Reit), e i comparti trading, servizi professionali, hotel, ristoranti e tempo libero.

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