Il denaro tornato in Italia? Non solo frutto di evasione

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Avatar di Giacomo Berdini 4 Maggio 2010 | 09:45
Acciari (Gianni Origoni Grippo): “Spesso sono ricchezze lasciate in eredità”

Lo scudo fiscale italiano si distingue per la sua natura di sanatoria, che ha creato non poche problematiche a livello politico e sociale, sottolineando da un lato un atteggiamento di favore nei confronti degli evasori, protetti anche dai reati connessi con il falso in bilancio, e dall’altro l’esigenza dello Stato di far rientrare la maggior quantità di capitali entro la fine del 2009. Perché il nostro ordinamento ha la necessità ciclica di applicare uno scudo fiscale?
Per rispondere a questa domanda abbiamo intervistato Luciano Acciari, avvocato responsabile dell’area fiscale nello studio Gianni Origoni Grippo, che ha analizzato con Soldi il contesto sociale che ha giustificato l’esistenza stessa della sanatoria: “Ci sono norme che fanno fatica ad entrare nella coscienza nella nostra cultura”, afferma, “motivo per cui ogni tanto si rende necessario consentire un ritorno alla legalità attraverso canali preferenziali”, afferma Acciari in riferimento al fenomeno dell’evasione fiscale. Tuttavia, il problema è più esteso. “Pratiche come lo scudo fiscale”, afferma l’avvocato, “se ripetute ciclicamente, possono indurre all’evasione”, tuttavia, la normativa per il rientro dei capitali non ha interessato “l’evasione sistematica”. “Molti dei capitali interessati dallo scudo fiscale”, specifica, “non sono infatti riconducibili ad una recente evasione di tasse italiane. La maggior parte di questi si trovava all’estero da molto tempo: patrimoni lasciati in eredità o detenuti oltre confine per altre motivazioni”. Questa edizione per il rientro di capitali, peraltro, è inserita in un contesto internazionale diverso dai precedenti, poiché il controllo dei flussi di denaro è diffuso tra tutti i governi, motivo per cui al giorno d’oggi “chi si vuole difendere dal fisco italiano deve ormai difendersi dal fisco di tutto il mondo”, spiega l’avvocato Acciari, richiamando il movimento internazionale volto allo smantellamento del segreto bancario.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

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