Affitti delle case in calo dell’1,2% a gennaio 2021. Milano maglia nera

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Avatar di Stefano Fossati 18 Febbraio 2021 | 18:30

I prezzi dei canoni di affitto hanno invertito la tendenza positiva a gennaio con una diminuzione pari all’1,2% rispetto al mese precedente, attestandosi a una media di 10,8 euro al metro quadro. E’ quanto emerge dall’ultimo indice dei prezzi di Idealista. Rispetto allo stesso periodo del 2020, l’aumento generale dei prezzi è stato del 14,4%.

Regioni

Il 2020 si è aperto con variazioni negative di 13 mercati regionali su 20, con i cali maggiori in Molise (-5,7%) e Friuli Venezia Giulia (-3,7%). Ribassi con variazioni superiori alla media di gennaio anche per Lombardia (-1,6%) e Piemonte (-1,4%). Il cali nel resto delle aree sono compresi tra l’1% del trentino Alto Adige e lo 0,2% dell’Abruzzo.

In controtendenza troviamo 7 regioni guidate dalle performance di Calabria (4%), Valle d’Aosta (3%) e Sardegna (2,2%). Segue la Basilicata con un aumento dell’1,3%, davanti a Lazio (0,5%), Puglia (0,4%) e Sicilia (0,2%). Il prezzo si è mantenuto stabile in Veneto.

La Lombardia, con una richiesta media di 14,6 euro, è la regione più cara per l’affitto davanti al Lazio (12,4 euro/m2). Le seguono Toscana (11,9 euro/m2), Valle d’Aosta (11,4 euro/m2) e Trentino Alto Adige (11,3 euro/m2). Dal lato opposto della tavola, i prezzi più bassi si trovano in Calabria e Molise, rispettivamente con 5,5 e 5,1 euro al mese.

Province

Sono 54 le province che presentano prezzi più bassi rispetto a quelli registrati a dicembre. Le maggiori cadute spettano alle province di Udine (-11,1%), Campobasso (-6,2%) e Ravenna, -5,2% insieme a Sassari. Sul versante opposto Catanzaro (13,1%) segna il maggior rimbalzo davanti alle province di Viterbo (9,5%), Barletta-Andria-Trani (4,8%) e Belluno (4,1%).

Le richieste più elevate da parte dei proprietari si registrano in provincia di Milano (17,2%) davanti a Lucca (14,1 euro/m2) e Ravenna (14 euro/m2). La provincia di Enna è la più economica con 4,5 euro, seguita da Avellino, Caltanissetta e Isernia con 4,7 euro mensili.

Capoluoghi

Tendenza contrastante nei principali capoluoghi italiani, con 48 centri in calo contro 46 in terreno positivo. Stabili sulle richieste di dicembre Perugia, Bergamo, Catania, Monza e Verona.

I maggiori decrementi si sono registrati ad Ascoli Piceno, dove le aspettative dei proprietari sono calate dell’8,8%, Campobasso (-8,3%), Asti (-7,4%) e Udine (-7,2%). All’opposto, i recuperi maggiori spettano a Trani (7%), Barletta (5,9%) e Teramo (5,1%).

I grandi mercati segnano le variazioni negative più marcate a Napoli (-2,5%), Milano e Torino (entrambi -1,8%). Roma (0,7%) e Bologna (1,1%) archiviano il mese in terreno positivo.

Nonostante la performance negativa di gennaio, che porta a un calo accumulato pari al 9,9% negli ultimi 12 messi (mesi) Milano resta il capoluogo dove affittare casa costa di più con 18,3 euro mensili, sopravanzando nettamente Firenze (14,5 euro/m2), Venezia (14,3 euro/m2) e Bologna (14 euro/m2). I canoni più economici riguardano Caltanissetta (4,1 euro/m2), davanti a Vibo Valentia e Cosenza, entrambe con una richiesta media di 4,5 euro mensili.

Il report completo è consultabile a questo link.

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