Auto, ecco come crescerà la domanda mondiale

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di Marco Caprotti 24 Febbraio 2021 | 08:30

A cura di Morningstar

E’ ancora possibile trovare valore nel settore automotive? La domanda nasce guardando i grafici dei due segmenti che formano il comparto: i produttori di veicoli e quelli di componentistica. L’indice Morningstar Auto Manufacturing da inizio anno (fino al 15 febbraio e in euro) è salito del 13,97% che si aggiunge al +64,32% segnato nel 2020. Il paniere Auto Parts da gennaio ha guadagnato il 13% (+1,05% l’anno scorso).

Indici Morningstar Auto Manufacturing e Auto Parts a confronto dal 2020
grafico auto e automotive
Dati in euro
Base: 10.000 euro
Fonte: Morningstar Direct

Le previsioni

La corsa in Borsa poggia sul favorevole outlook del settore per quest’anno. “Prevediamo che la domanda globale di veicoli leggeri nel 2021 rimbalzerà, in una forchetta compresa fra il 9% e il 13% dopo che, a causa della pandemia di Covid-19, nel 2020 c’è stato un calo del 15%”, spiega Richard Hilgert, Senior equity analyst nel settore auto di Morningstar, secondo cui nello scenario di ripresa generalizzata, ci saranno comunque differenze di andamento nelle diverse regioni.

“Riteniamo che il mercato statunitense possa fare un rimbalzo compreso fra il 9% e il 13%”, dice Hilgert. “In Europa prevediamo una ripresa fra +4% e +8% grazie a una situazione economica in leggero miglioramento anche se irregolare. Siamo più aggressivi di altri analisti per quanto riguarda la Cina: fra +10% e + 14%, grazie anche al rimbalzo visto nella seconda metà del 2020. Il Giappone vedrà un recupero fra il +2% e il +6%. L’India, tra i paesi che hanno sopportato uno dei lockdown più duri al mondo, potrebbe avere un rimbalzo compreso fra il 31% e il 35%. In Brasile dovrebbe esserci una ripresa fra il 23% e il 27%, in scia a un miglioramento della situazione economica che dovrebbe portare il paese a livelli pre-pandemia. La domanda russa, invece, dovrebbe rimbalzare fra il 5% e il  9% nel 2021”.

Andamento vendite auto a livello globale
vendite auto

L’entità della ripresa, tuttavia, potrebbe essere condizionata da alcuni elementi. “Le nostre stime potrebbero rivelarsi errate se la ripresa economica fosse più lenta del previsto negli Usa”, dice l’analista. “Per quanto riguarda l’Europa, bisogna considerare la possibilità di nuovi lockdown. Le previsioni di ripresa congiunturale della Cina, invece, potrebbero essere eccessivamente ottimistiche. Altri rischi sono una recrudescenza nei tassi di infezione, i ritardi nella distribuzione del vaccino e la continua carenza di microchip che, recentemente, ha iniziato a limitare la produzione globale di veicoli leggeri”.

Moat o no moat?

In questo quadro, dove bisogna andare a cercare occasioni di investimento? Spesso, soprattuto quando ci si muove in un settore con valutazioni molto alte, la strategia è quella di andare a caccia di società di qualità con un buon vantaggio competitivo nei confronti degli altri concorrenti (Economic moat). Nel caso del settore auto la missione è più difficile, ma non impossibile.

“Poiché alcuni dei costruttori di auto più importanti che copriamo con la nostra ricerca non hanno un Economic moat, molti sono portati  a pensare che l’intera industria sia composta da aziende di bassa qualità”, dice l’analista. “Ma non è vero. I fornitori di componentistica spesso hanno un Economic moat che deriva, ad esempio, da asset intangibili (come la riconoscibilità del marchio) o dai costi di switch che renderebbero poco conveniente ai clienti cambiare fornitore”.

L’Economic moat nella componentistica
economic moat autopart

“In generale, non è poi detto che una società senza Economic moat non vada presa in considerazione”, dice l’analista. “Un costruttore come General Motors (che prima dello scoppio della pandemia era nel pieno di un programma di riduzione dei costi), per esempio, ha dimostrato una buona resilienza durante le fasi peggiori del coronavirus. In questo caso il mercato ha premiato l’aggressivo ingresso nel segmento delle auto elettriche”.

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