Recovery fund, “l’attimo fuggente” per i paesi europei

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Avatar di Stefano Fossati 24 Febbraio 2021 | 13:00

A cura di Aqa Capital

John Keating (Robin Williams): «Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete sussurrare il loro monito [riferito a studenti del passato presenti in una foto, ndr]. Coraggio, accostatevi. Ascoltateli, sentite? Carpe, carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita!»

Citazione tratta da “L’attimo fuggente” (Dead Poets Society), film del 1989 diretto da Peter Weir

Se i governi dei paesi europei ascoltassero con attenzione il “monito” dell’Ue, sentirebbero le stesse parole pronunciate da John Keating ne “L’attimo fuggente”: “Carpe, carpe diem, cogliete l’attimo!”. È infatti giunto il momento di cogliere l’enorme opportunità del recovery fund, ufficialmente chiamato Next Generation EU. La settimana scorsa è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il regolamento applicativo, e gli Stati membri adesso possono inviare a Bruxelles i propri piani definitivi di spesa e riforma (nei mesi precedenti erano state inviate soltanto versioni preliminari). La Commissione europea si prenderà fino a due mesi di tempo per valutarli, e poi toccherà al Consiglio Ue. Qualora i progetti presentati venissero considerati efficaci, i governi riceveranno il 13% di anticipo sui fondi previsti.

Di recente, l’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, oggi presidente del Consiglio in Italia, è intervenuto sull’argomento, sottolineando che “mai nella storia dell’Ue, i governi avevano tassato i loro cittadini per dare i proventi di questa tassazione ai cittadini di altri paesi dell’Unione. È avvenuto con i trasferimenti a fondo perduto stabiliti dal Next Generation. Si tratta di una straordinaria prova di fiducia reciproca che, se validata da scelte oneste ed efficaci, potrà un giorno sfociare nella creazione di un bilancio europeo comune da cui dovrebbero trarre maggior beneficio proprio i Paesi più fragili dell’Unione”.

Al momento sembra che i governi abbiano capito di dover ascoltare la massima del “carpe diem”, anche se bisognerà passare dalle parole ai fatti. Le prospettive sono comunque incoraggianti secondo il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni, che in un’intervista a Bloomberg Tv ha detto che i riscontri finora ottenuti dai Paesi membri “sono molto coerenti con i principali obiettivi che ci siamo dati sulla transizione verde e la competitività digitale”. Bruxelles ha chiesto ai governi nazionali “anche di affrontare le riforme chiave, che sono molto importanti per avere una crescita più forte”, ha aggiunto il politico italiano. Gentiloni ha anche detto di aspettarsi “piani validi ed efficaci” per il Next Generation EU entro la scadenza di fine aprile.

“Nell’Eurozona non possiamo avere solo una politica monetaria comune senza politiche fiscali più coordinate”, ha poi sottolineato il commissario. “All’inizio di marzo daremo indicazioni agli Stati membri sulla politica fiscale di quest’anno per affrontare la crisi e fare passi avanti”. Insomma, secondo Gentiloni bisogna lavorare per un maggior allineamento tra i Paesi, così come ribadito più volte anche da Christine Lagarde.

Passando all’Asia, è utile fare un focus sulla Bank of Japan, che vuole proseguire ancora con una politica monetaria accomodante. Haruhiko Kuroda, infatti, recentemente è intervenuto al Parlamento nipponico e ha sottolineato che la strategia espansiva non è la causa dell’aumento della Borsa del Paese e di quelle mondiali. Secondo il banchiere, il rialzo del prezzo delle azioni riflette il sentiment dei mercati circa le prospettive economiche internazionali. “È probabile che occorra molto tempo per raggiungere il nostro obiettivo d’inflazione – ha dichiarato il numero uno della Bank of Japan – perciò, ora non è il momento di pensare a un’uscita, nemmeno dal nostro acquisto di Etf”. Kuroda ha tuttavia detto che la BoJ rimarrà vigile e monitorerà eventuali rischi finanziari associati a prolungati e massicci piani di acquisto.

Rimanendo in ambito banche centrali, ma con focus sugli Stati Uniti, bisogna evidenziare l’analisi della Federal Reserve, secondo cui l’incertezza sull’economia americana resta elevata, ma gli stimoli e i vaccini potrebbero dare una considerevole spinta all’attività. È quanto si evince dai verbali, pubblicati la settimana scorsa, relativi alla riunione di gennaio. L’istituto guidato da Jerome Powell ha sottolineato che il ritmo della ripresa economica e della crescita occupazionale è risultato meno vigoroso negli ultimi mesi. I verbali Fed sono sempre “osservati speciali” dei mercati, poiché forniscono indizi agli esperti non solo sulle previsioni espresse dai membri del Fomc, ma anche circa le prossime mosse di politica monetaria. La banca centrale, ad oggi, intende confermare la sua strategia di sostegno all’economia, con l’obiettivo di mantenere i tassi d’interesse vicini allo zero finché l’inflazione non crescerà al 2%.

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