Cribari (BlueStar): “La speculazione sui listini Usa può diventare un boomerang”

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di Stefano Fossati 24 Febbraio 2021 | 17:00

“A livello assoluto si può parlare di valutazioni esagerate solo per i listini americani, mentre quelli di altri paesi restano a livelli più abbordabili. È dunque prevedibile un periodo di sovraperformance delle azioni non americane, quindi dei settori più ciclici e value. Illudersi tuttavia che una presa di profitto sul mercato Usa lasci immuni gli altri listini è irrealistico, anzi è probabile che nella correzione la sovraperformance eventuale venga poi rimangiata”. È l’analisi di Mario Cribari, Partner e responsabile della strategia e ricerca di BlueStar Investment Managers.

Il mercato sta già prezzando la fine di ogni incertezza (pandemica, economica, sociale, degli utili, geopolitica) e guarda solo al mondo perfetto di crescita forte/tassi bassi/nessuna inflazione/debiti sostenibili/valute stabili. Che l’economia nel 2021 tornerà a crescere in maniera robusta è ormai assodato, se non altro per un semplice effetto base, considerando che l’anno scorso abbiamo assistito alla peggiore recessione degli ultimi 80 anni. Le stime di crescita già robuste per l’anno in corso, tuttavia, estrapolano la stessa tendenza anche per il 2022 nonostante l’effetto base meno favorevole e dando per scontato lo scenario ideale di un mondo che torna perfettamente alla normalità. Molte cose possono andare storte e per di più nell’equazione non si tiene conto dell’esplosione dei debiti occidentali e delle pericolose dinamiche in atto su debito americano ed europeo e sul dollaro. Molti inoltre non danno alcun credito alla possibilità di un ritorno dell’inflazione.

“Vi sono alcuni elementi positivi oggi che nascondono anche un’altra faccia della medaglia”, sottolinea Cribari. “A differenza del 2000, la tecnologia non è tutta in bolla e anzi nel settore troviamo molte delle società dalle prospettive più interessanti. È indubbio però che vi siano sacche speculative assolutamente esagerate, come testimonia la proliferazione delle Spac (Special Purpose Acquisition Companies) o delle Ipo (Offerta pubblica iniziale), molte delle quali esplose nel primo giorno di quotazione”.

Negli Usa la manipolazione verso il basso dei tassi di interesse ha contribuito a creare un nuovo culto per le azioni. Esistono certamente delle tematiche con interessanti prospettive di crescita di lungo termine tra cui le più calde riferite ad esempio all’elettrificazione, all’idrogeno, alle energie pulite. Immaginare però di poter giustificare ancora i rialzi di questi settori è ambizioso. Le fiammate recenti sui mercati azionari, ma non solo, stanno generando quell’andamento esponenziale che in genere non finisce bene. Allo stesso tempo è illusorio sperare in una piccola correzione sull’ordine del 5% dove si è tutti pronti a rientrare e poi vedere nuovi massimi. Qualunque minicorrezione verrebbe immediatamente comprata, come successo negli ultimi mesi. Ma se avvenisse qualcosa di più serio e di più strutturale e la negativa dinamica di mercato fosse in grado di bucare al ribasso quel fatidico 5-7% c’è il rischio di un effetto panico con volatilità in rialzo e smontaggio di posizioni a leva che potrebbe poi fermarsi solo ben oltre quel livello.

“In questo contesto è opportuno mantenere un approccio bilanciato tra ciclici e difensivi, con strategie dinamiche di copertura dirette e indirette e con estrema selettività bottom up”, conclude Cribari. “Restiamo investiti in maniera convinta in macro-tematiche di lungo termine quali la difesa, la sicurezza, la tecnologia innovativa, la farmaceutica e biotecnologia, il nuovo consumo (asiatico ed occidentale), la sostenibilità ambientale, i settori favoriti da tassi bassi, alcuni settori ciclici. Stiamo continuando ad aumentare la componente di real asset che includono materie prime, infrastrutture, oro e miners. Sul fronte valutario restiamo ben diversificati tra valute risk on e risk off, avendo aumentato queste ultime per rafforzare gli hedge di portafoglio”.

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