Ue, Angela Merkel: “l’euro è in pericolo”

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di Redazione 19 Maggio 2010 | 12:30
Dopo il divieto di vendite allo scoperto, la Germania punta a tassare i mercati finanziari. Intanto la Merkel paventa l’eventualità di un’insolvenza pilotata dell’Unione. A picco mercati e moneta unica.

Il governo tedesco annuncia il divieto di vendita allo scoperto e tira dritto sulla tassazione ai mercati finanziari. E mentre il cancelliere Angela Merkel paventa l’eventualità di un’“insolvenza pilotata” dell’Unione, i mercati finanziari del Vecchio continente proseguono in caduta in libera: -3,57% il FtseMib, -2,93% l’Eurostoxx, seguito dal Dax (-2,30%) e Ftse 100 (-2,22%). Piomba ai minimi la moneta unica, che tratta a 1,21 in rapporto con il dollaro.

Aprendo al bundestag il dibattito sul pacchetto anticrisi europeo, questa mattina cancelliere tedesco Angela Merkel ha sollecitato l’Europa a introdurre una tassa sui mercati finanziari, che sia o meno un prelievo sulle transazioni. Bisogna evitare che le banche non possano più “estorcere” risorse allo stato, ha detto di fronte al Parlamento tedesco, precisando che “in assenza di un’intesa in sede G20 sulla tassazione dei mercati finanziari a giugno, l’Europa agirà da sola”. L’Unione europea, ha aggiunto, ha bisogno inoltre di predisporre la possibilità di un’insolvenza pilotata.

“L’euro – ha detto la Merkel – è in pericolo” e se la valuta unica “dovesse fallire, allora fallisce anche l’Europa“, aggiungendo che la crisi dell’euro “è la prova più difficile per l’Europa”, e chiedendo che ai Paesi ‘notoriamente’ in violazione delle regole sul deficit pubblico venga “tolto in via temporanea il diritto di voto” in sede europea.

Secondo il cancelliere “la crisi dell’euro è esistenziale” e c’è bisogno azioni decise per superarla. Se non si riuscirà a superarla le conseguenze “in Europa e oltre non sarebbero prevedibili”. Nel difendere il pacchetto di aiuti anticrisi, di cui buona parte sopportata dalla Germania, la Merkel ha detto che “la posta in gioco va ben al di là di queste cifre, ben al di là di una valuta, si tratta del mantenimento e della sopravvivenze dell’idea europea”.

Confermando le indiscrezioni trapelate ieri, oggi il BaFin, l’Autorità tedesca di sorveglianza del settore finanziario, ha vietato dalla mezzanotte di ieri e “in via temporanea” la vendita allo scoperto dei titoli di Stato della zona euro ammessi ai mercati tedeschi, dei credit default swaps sugli stessi e dele prime 10 istituzioni finanziarie del Paese: Aareal Bank, Allianz, Commerzbank, Deutsche Bank, Deutsche Boerse, Deutsche Postbank, Generali Deutschland Holding, Hannover Rueck, Mlp e Muenchener Rueck

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha presentato la manovra: “Abbiamo già avuto un simile divieto e ora lo reintroduciamo – ha detto – lo ripristiniamo, anticipando le regole europee”. “Abbiamo detto ‘andiamo avanti per primi’, perché è stata proprio questo tipo di speculazione sui titoli di stato dell’eurozona che ci ha preoccupato così tanto”.

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