Processo derivati, Robledo: l’Italia è più a rischio di Grecia

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Avatar di Redazione 19 Maggio 2010 | 13:00
A margine dell’udienza di oggi, il pm Alfredo Robledo ha sottolineato la gravità della situazione italiana: “ci sono tantissime bolle che stanno in capo agli enti locali e che prima o poi scoppieranno”.

A margine del processo sui derivati che vede imputate a Milano quattro banche estere e 13 persone per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano, il pm Alfredo Robledo ha sottolineato la gravità della situazione italiana in tema di derivati.

“L’Italia è più a rischio che la Grecia, soprattutto per quanto riguarda i contratti derivati. In Italia c’è un problema enorme e concreto perché ci sono tantissime bolle che stanno in capo a comuni, province e regioni che prima o poi scoppieranno ma nessuno sa cosa succederà in quel momento”, ha detto Robledo.
Nell’udienza di oggi in tribunale, stanno parlando alcuni legali degli imputati che stanno chiedendo di non ammettere come parti civili le associazioni dei consumatori.

“Questo processo ha l’obiettivo di accertare i fatti e la verità. Se gli si attribuiscono valenze che il dibattimento non ha, si sconfina in un territorio molto pericoloso, questo non è un processo pilota”, ha detto il legale di Deutsche Bank Guido Alleva.

La vicenda ha preso il via nel 2008 quando il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Marino aveva depositato alla procura un esposto sulle operazioni in strumenti derivati effettuate dal Comune, in cui si chiedeva l’applicazione del reato di truffa a carico di Jp Morgan, della filiale londinese di Ubs, di quella di Dublino di Depfa Bank e di Deutsche Bank.

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