Mercati: il punto di metà settimana

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di Redazione 19 Maggio 2010 | 15:04
L’ultima settimana ha riservato ancora una volta forti oscillazioni sui mercati finanziari, con un aumento delle preoccupazioni per le possibili conseguenze sull’economia mondiale delle strette fiscali e più in generale per la situazione dell’euro.

Pochi i dati macro diffusi in Area Euro nell’ultima settimana. In Italia il saldo della bilancia commerciale ha registrato a marzo un deficit di 1,342 milioni di euro dal surplus di 69 milioni di marzo 2009. Le esportazioni sono salite del 17,1% (maggiore rialzo da aprile 2008), le importazioni del 22,6% (maggior aumento da agosto 2004). In Germania si fa sentire l’effetto Grecia sulla fiducia: l’indice Zew sul sentiment economico è infatti risultato in calo a maggio a 45,8 pts da 53 di aprile, rispetto ad attese pari a 47. In Eurozona l’inflazione ha segnato ad aprile un tasso tendenziale di +1,5%, lo stesso della lettura preliminare e delle attese, mentre ha registrato un aumento dello 0,5% su base mensile (consensus +0,4%).

Negli Stati Uniti sono risultati in rialzo ad aprile le vendite al dettaglio (+0,4% m/m, sopra il consensus di +0,2%) e la produzione industriale (+0,8% rispetto al +0,2% di marzo), con la capacità di utilizzo degli impianti salita al 73,7% da 73,1%. Positiva anche la fiducia dei consumatori elaborata dalla Michigan University salita a 73,3 pts da 72,2 mentre delude l’indice sull’attività industriale dell’area di New York risultata a maggio pari a 19,11 pts, sotto le attese e inferiore ai 31,86 di aprile. In rialzo i flussi di capitale verso gli Usa: a marzo gli investimenti da parte di soggetti esteri hanno superato i USD10 mld dopo i USD9,7 mld di febbraio. Contrastanti infine i dati sul settore immobiliare: le nuove costruzioni abitative sono cresciute ad aprile a 672 mila unità dai precedenti 626.000 (atteso +650 mila), mentre i nuovi permessi edilizi sono risultati in calo dell’11,5% a 606 mila unità (consensus +680 mila).

Sul fronte settoriale gli ultimi sette giorni sono da dimenticare per tutti i settori dello Stoxx europeo, coi comparti alimentare e farmaceutico che, come spesso avviene ed in quanto difensivi, sono riusciti a limitare le perdite. I settori peggiori sono quello legato alle costruzioni, il minerario in scia al ritracciamento dei prezzi delle materie prime, bancario, assicurativo (male Prudential che ha lanciato l’aumento di capitale da 21,0 miliardi di dollari, indispensabile per completare l’acquisizione degli assets asiatici di Aig), media, quello legato ai servizi finanziari  (venduta Man Group che ha annunciato l’acquisizione di Glg Partners per un controvalore di 1,6 miliardi di dollari) del calo delle immatricolazioni in Europa, a causa dell’affievolirsi degli effetti positivi degli incentivi statali (in lettera Fiat che nel mese di aprile ha fatto registrare immatricolazioni nell’area Ue27+Efta in flessione del 27% vs l’analogo mese 2009). 

Dati e testi tratti dalla newsletter 7 DAYS di Unicredit. Per ulteriori informazioni clicca qui

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