Cambi: “Meteo” del Mercato

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di Redazione 1 Giugno 2010 | 07:00
Stanotte si è dimesso il Presidente tedesco Horst Kohler e questw decisione verrà digerito dai trader nella mattinata di oggi e forse peserà sull’euro. Infatti…

 Meteorologi di tutto il mondo, via il cappello: avevamo preannunciato una tempesta ed ecco che arrivano le prime gocce. Stanotte si è dimesso il Presidente tedesco Horst Kohler, in maniera del tutto inattesa, citando le critiche crescenti riguardanti i suoi commenti sulla missione militare tedesca in Afghanistan. Questa è la prima dimissione di un presidente federale tedesco dalla seconda guerra mondiale. Ovviamente questo gesto aumenta la pressione sulla Merkel e getta le basi per una qualche instabilità politica che proprio non ci voleva in questo momento particolarmente angusto per l’economia europea.

Questo messaggio verrà digerito dai trader nella mattinata di oggi e forse peserà sull’euro (che non è molto distante dai minimi del 2010). Occhio anche a vendite di carry trade: anche se le vicende asiatiche rimangono più influenti  per queste valute, le news dalla Germania possono aggiungere ulteriore pressione. Parlando proprio delle vicende made-in-oriente, gli investitori si preoccupano sempre più per la salute dell’economia cinese (che, lo ricordiamo, ha in mano la maggior parte del debito pubblico USA).

La fiducia del mercato è stato piegato innanzitutto dal PMI Cinese che ha mostrato un rallentamento nella crescita, che rimane comunque in territorio positivo e mostra che le misure di contenimento dell’inflazione da parte della PBOC stanno funzionando. Purtroppo però, i mercati possono rimanere irrazionali per lungo tempo: i trader attualmente interpretano qualsiasi segno di rallentamento da parte della Cina come un fatto negativo ed i carry trade agiscono di conseguenza. Oltre alla Cina, anche il quadro giapponese non è proprio roseo: l’opinione pubblica vorrebbe le dimissioni del Primo Ministro Yukio Hatoyama in questo momento difficile per l’economia giapponese (che soffre, lo ricordiamo, per via dello yen ancora forte).

Il Giappone, con le sue auto, i suoi videogiochi ed il Sushi, si basa sulle esportazioni per accrescere il PIL. Uno Yen così forte peggiora le ragioni di scambio con gli altri paesi e, soprattutto dopo periodi prolungati, stressa l’economia. Anche qui le dispute vengono generate da interessi politici: si sta disputando sulla riallocazione di una base militare USA da Okinawa ad un’altra destinazione – quindi sono in ballo amicizie con gli USA.

Oggi spendiamo anche qualche parola sul report della ECB pubblicato ieri. La squadra di Trichet conferma le difficoltà del settore bancario in Europa, con diverse problematiche durature: esposizione ad un settore immobiliare in rallentamento, miliardi di euro in debiti insolventi, problematiche serie nei paesi dell’est, ed un conflitto potenziale tra le necessità di rifinanziamento delle attività bancarie (presititi, mutui, bond) e la necessità dei governi di ulteriori prestiti. 

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