Yacht, fuga dall’Italia

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di Redazione 3 Giugno 2010 | 11:15
Scoppia il panico tra i proprietari dopo il caso Briatore

di Sara Lupi

I proprietari di super yacht, che amano trascorrere le vacanze in Italia, sono profondamente turbati dalla stretta sugli evasori fiscali da parte del governo, specialmente dopo il recente sequestro del Force Blue, il panfilo da 63 metri di Flavio Briatore. Diversi consulenti legali in tutto il mondo hanno messo in guardia i loro facoltosi clienti proprietari di yacht, il 90% dei quali battente bandiera delle isole Cayman, raccomandandosi di fare molta attenzione prima di avventurarsi in acque italiane. Qualche settimana fa i finanzieri del Gruppo di Genova hanno posto i sigilli al Force Blue al largo di La Spezia, obbligando la giovane moglie di Briatore, la showgirl Elisabetta Gregoracci, e il loro bambino di due mesi, Nathan Falco, a lasciare l’imbarcazione dove la famiglia abitava provvisoriamente in attesa che fossero ultimati i lavori nella loro nuova casa di Montecarlo. L’ipotesi di reato nei confronti della società di charter intestataria è di contrabbando dello stesso yacht, conseguente a una frode fiscale sull’iva e l’accisa sul carburante impiegato per la navigazione. Un portavoce della Guardia di Finanza ha spiegato che sono in corso degli accertamenti su altri tre casi simili di megayatch che evadono le tasse, ma non ha voluto fornire altri dettagli. “Il sequestro ha messo sotto shock la comunità dei proprietari di yacht”, ha commentato Quentin Bargate, socio dello studio legale londinese Bargate Murray. “Ai nostri clienti consigliamo di stare molto attenti in Italia e di fare tutti i controlli del caso prima di avviare in quelle acque un’attività di charter. Abbiamo sentito che ci sono indagini in corso, quindi non ci sembra proprio il momento di correre dei rischi”, ha scritto sul sito della società. “L’Italia rischia di perdere un business molto redditizio con queste misure contro il noleggio di grandi yacht”. La situazione è paradossale, ha aggiunto l’avvocato, che “anche un’imbarcazione assolutamente in regola rischia di essere presa di mira con qualche pretesto solo perché battente bandiera delle isole Cayman”.
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