L’Europa ha rimandato il problema

A
A
A
Avatar di Redazione 10 Giugno 2010 | 13:00
Il costo del fallimento ellenico poteva essere più elevato rispetto ai 110 miliardi stanziati

di Corrado Capacci

La “crisi Greca” che i mercati stanno vivendo da un trimestre a questa parte ha causato un’importante reazione delle autorità politiche e monetarie europee; di fronte alla spirale negativa che minacciava la stessa costruzione della moneta unica e, di rimando, la natura stessa della Comunità Europea si è trovato (in più passaggi e non senza fatica) un accordo con il quale sostanzialmente si forniscono al governo greco i mezzi finanziari per affrontare le scadenze e i deficit previsti nei prossimi due-tre anni (110 miliardi di euro, di cui 80 dai paesi Ue e 30 dal Fondo Monetario, concessi il 2 maggio) e si stende una “rete di protezione” sotto tutti gli altri paesi a rischio (pacchetto da circa 1 trilione di euro annunciato il 9 maggio).
Queste misure non sono affatto risolutive del problema sottostante (eccesso di deficit dei governi e carenza di crescita delle economie), ma servono a guadagnare tempo durante il quale si potrà operare per migliorare la situazione e riconquistarsi la fiducia perduta dei mercati. Rimane però ferma la convinzione nei mercati che il caso Grecia sia di difficile soluzione.
L’economia greca, infatti, ha una ristretta base industriale e non può beneficiare del recente movimento al ribasso dell’euro; le esportazioni extra UE della Grecia sommano solo il 2,7% del Pil contro il 13,8% della Germania, il 9,4% dell’Italia, il 5% della Spagna ed il 19,4% dell’Irlanda.
Il recupero di competitività necessario a dare impulso alla crescita deve pertanto arrivare dalla deflazione interna (sostanzialmente tagli ai salari), ma questo avrà un impatto depressivo sulla crescita e verosmilmente sul gettito fiscale, innescando un circolo vizioso da cui è difficile, se non impossibile, uscire. Ma se la Grecia è una “causa persa” perché gli altri paesi europei hanno messo sul piatto 80 miliardi di euro per semplicemente “tamponare” la situazione per i prossimi due-tre anni?
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Alla finanza serve un’impronta femminile

Widiba, un pieno di educazione finanziaria

Opportunità in un’economia sempre più “anziana”

NEWSLETTER
Iscriviti
X