Manovra, si chiede la fiducia al Parlamento

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Gianluca Baldini di Gianluca Baldini 6 Luglio 2010 | 07:30
Dopo un incontro con il ministro Tremonti, Berlusconi ha deciso di chiedere la fiducia a Palazzo Chigi sulla manovra economica anticrisi.

Dopo l’incontro di ieri tra il primo ministro, Silvio Berlusconi e il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, il governo ha deciso di chiedere la fiducia al Parlamento per la manovra anticrisi varata attraverso un decreto legge alla fine di maggio. Berluscioni ha dunque deciso di mettere il sigillo al provvedimento che passerà all’esame del Senato il 14 luglio sia per motivi di calendario che per mettere fine alle polemiche arrivate in questi giorni da più parti.

“Il presidente del Consiglio”, si legge nella nota diffusa dall’esecutivo, “valutati i tempi per la conversione, considerando che il bene comune non è fatto dalla somma dei pur legittimi interessi particolari, sotto la sua responsabilità e nell’interesse del Paese, ha ritenuto di orientare il governo verso la richiesta di fiducia al Parlamento”.

Alla decisione di sottoporre la manovra al governo non sono mancate le polemiche da parte dell’opposizione. “La fiducia è una scelta di totale irresponsabilità”, ha detto il segretario democratico, Pier Luigi Bersani. “Ognuno vede che questa manovra va radicalmente cambiata. Il Pd ha presentato proposte alternative che non mutano i saldi. L’esigenza di Berlusconi di ammanettare la propria maggioranza sta mettendo il Paese sempre più nei guai”.

Tra gli scettici verso questa manovra economica c’è il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, che ribadisce la sua “fortissima preoccupazione” per i contenuti della manovra economica per la quale intende incontrarsi con Tremonti e Berlusconi .

Di diversa opinione è la Confindustria che attraverso le parole dalla sua presidente Emma Marcegaglia, ringrazia il governo per aver “accolto le nostre richieste”. Il numero uno di Confindustria ricorda, in particolare, che la confederazione degli industriali aveva “espresso alcune perplessità sui temi fiscali e sul problema dell’articolo 45, che riguarda le rinnovabili”. Ora, quindi, “dovremo andare verso la soluzione dei problemi che avevamo sollevato”.

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