Golden share, il Portogallo ci prova ma l’Ue non ci sta

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di Redazione 8 Luglio 2010 | 09:30
La Corte di giustizia Ue dice no alla detenzione di golden share in Portugal Telecom da parte dello Stato portoghese.

La detenzione di golden share nella Portugal Telecom da parte dello Stato portoghese costituisce una “restrizione ingiustificata alla libera circolazione dei capitali”. Lo affermano i giudici del Lussemburgo in una sentenza pronunciata oggi.

Le golden share, fa notare la Corte di giustizia dell’Ue dando ragione alla Commissione che aveva presentato ricorso, attribuiscono allo Stato portoghese un’influenza sulle adozioni di decisioni dell’impresa che può scoraggiare gli investimenti degli operatori di altri Stati membri.

“Mantenendo nella Portugal Telecom diritti speciali attribuiti da golden share”, si legge nelle sentenza, “il Portogallo è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza della libera circolazione dei capitali”.

La Corte ritiene infatti che “l’esercizio dei diritti speciali conferiti al Portogallo nella Portugal Telecom dalle golden share costituisce una restrizione della libera circolazione dei capitali” e che questa restrizione “non possa essere ammessa in base alle giustificazioni del Portogallo”.

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