Dati macro senza sorprese. E c’è chi parla di crescita

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Avatar di Redazione 9 Luglio 2010 | 14:00
Il Fmi ha migliorato le stime di crescita dell’Italia per l’anno, limando tuttavia verso il basso quelle del 2011. Migliorate anche le previsioni a livello globale.

Il Fondo ha comunicato una nuova stima di crescita del Pil italiano dello 0,9% nel 2010 dal precendete +0,8%, mentre per il 2011 la nuova stima è dell’1,1% dal precendete +1,2%. Il Fmi ha migliorato inoltre le proprie previsioni sulla crescita globale, citando la robusta espansione asiatica e il ritorno della domanda privata negli Usa, sottolineando tuttavia che la crisi debitoria europea pone seri rischi al quadro generale di ripresa. 

A livello di economia globale, la nuova stima di crescita del Fmi per il 2010 è 4,6% dal 4,2% precedente. Resta invece invariata la previsione sul 2011 al +4,3%. Per la Zona Euro stima invariata per il 2010, al +1%, ma peggiorata per l’anno prossimo, +1,3% da +1,5%. Alzate le previsioni sugli Usa, a +3,3% da +3,1% per il 2010 e a +2,9% da +2,6% per il 2011. In Usa, l’indice Ism non manifatturiero di giugno è sceso a 53,8 pts dai 55,4 pts di maggio, deludendo le previsioni degli analisi che si aspettavano un calo più contenuto a 55,0.

Per l’Europa, nella Zona Euro, in linea con le previsioni di mercato ed analisti, la Bce ha lasciato i tassi d’interesse invariati all’1%. Confermato anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento all’1,75% e quello sui depositi presso la Bce allo 0,25%. Nella consueta conferenza stampa, il presidente Trichet ha dichiarato che la Bce ritiene che l’attuale livello dei tassi di rifinanziamento dell’Eurozona “resti appropriato” alla luce dello scenario economico e monetario, aggiungendo che la crescita economica “si è rafforzata nei mesi primaverili”, ma ad un tasso di espansione “irregolare”.

Nessuna sorpresa nemmeno dal Regno Unito, dove la Banca d’Inghilterra ha confermato l’attuale costo del denaro allo 0,5%, livello invariato ormai da marzo dell’anno scorso. La decisione non è accompagnata da alcun commento salvo la conferma dell’ammontare del programma di ‘quantitative easing’. Il pacchetto di austerity illustrato a giugno dal nuovo esecutivo ha fatto slittare dal primo al secondo trimestre 2011 le stime del mercato sul prosssimo rialzo dei tassi, che dovrebbe portare il costo del denaro all’1% tra aprile e giugno dell’anno prossimo.

Nella Zona Euro, il dato finale del Pil relativo al 1Q10 ha evidenziato una crescita al tasso congiunturale dello 0,2%, in linea con le stima flash e con le previsioni degli analisti. In termini tendenziali la variazione positiva è dello 0,6%, anche in questo caso in linea sia alla prima stima sia alle attese. Quanto ai contributi delle singole voci, le scorte hanno dato una spinta di un punto percentuale, la spesa pubblica appare neutrale e le esportazioni danno un contributo positivo di 0,9 punti percentuali, lievemente inferiore alla prima lettura, mentre quello delle scorte è stato rivisto al rialzo. 

In Australia, in linea con le attese, la Reserve Bank of Australia (Rba) ha mantenuto i tassi di interesse all’attuale 4,5%, per il secondo mese consecutivo. Il tasso di disoccupazione si è attestato a giungo al 5,1% dal precedente 5,2%. Sempre a giungo sono stati creati quasi 46mila nuovi posti di lavoro.

Dati e testi tratti dalle newsletter di Unicredit

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