I vincitori del decennio

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di Redazione 15 Luglio 2010 | 09:15
È cambiato tutto. Bisogna rendersene conto. Dal 2000, da quando la crisi del Nasdaq e la bolla di Internet…

…squassarono i mercati, è come se il mondo avesse vissuto un nuovo diluvio universale, una nuova strage dei dinosauri. Quelli che allora erano considerati i paesi emergenti come la Cina, l’India, il Brasile sono cresciuti tre volte tanto i mercati del vecchio mondo. Passando da emergenti a emersi.
Ormai gli emergenti sono altri: l’Algeria, la Tunisia, il Vietnam. I paesi emersi hanno fondamentali quasi da parametri di Maastricht: popolazione giovane, basso debito pubblico, pil pro capite in crescita, alta percentuale di esportazioni. Il tenore di vita si è innalzato tantissimo negli ultimi anni tanto che il Brasile ha cominciato a fare shopping di gruppi industriali negli Stati Uniti: una cosa impensabile fino a qualche anno fa. La Cina si è presa il lusso di assecondare gli europei e gli americani che ormai da quasi due anni le chiedevano con insistenza di sganciare lo yuan dal dollaro in modo da lasciarlo fluttuare liberamente affinché si apprezzasse a livelli più consoni del mercato valutario.
Nelle scorse settimane i cinesi hanno accettato la sfida dicendosi disponibili a farlo e subito la valuta dell’impero celeste ha fatto un saltino. Ma con grande maturità non crescerà più di tanto: i cinesi, gente scaltra e abituata alle pratiche orientali della trattativa infinita, sanno che uno yuan troppo forte li potrebbe mettere fuori mercato. Così, avanti ma con giudizio. Sanno benissimo che il loro potenziale, il potenziale dei veri vincitori del primo decennio del ventunesimo secolo, è enorme: si calcola che un europeo consumi in media circa 26 litri di Coca Cola all’anno. Un cinese arriva a malapena a mezzo litro a testa di media. La popolazione europea è di circa mezzo miliardo di individui. I cinesi sono 1,4 miliardi.

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