Ungheria, Moody’s mette sotto osservazione il debito

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di Redazione 23 Luglio 2010 | 09:15
La decisione presa in considerazione “dell’aumentata incertezza relativa alle prospettive fiscali ed economiche dell’Ungheria”, che dopo aver approvato il piano di rientro del deficit ha “divorziato” dal Fmi.

Torna a fare paura lo spettro Ungheria. E dopo l’Irlanda, Moody’s è tornata ad utilizzare l’accetta. Il rating dell’Ungheria ‘Baa1’ è stato messo sotto esame in vista di un possibile taglio. La decisione di Moody’s di iniziare il riesame è stata presa in considerazione «dell’aumentata incertezza relativa alle prospettive fiscali ed economiche dell’Ungheria».

Moody’s sottolinea che «questa incertezza è il risultato della recente interruzione dei colloqui dell’Ungheria con il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea» sulle misure da adottare per ridurre il deficit di Budapest, misure che Fmi e Ue hanno ritenuto non sufficienti.

A inizio giugno il governo ungherese ha approvato un piano economico per contenere il deficit e per fare in modo che venga rispettato l’obiettivo di un rapporto deficit/pil al 3,8%. Le misure di austerità prevedono tagli alla spesa complessiva, soprattutto nel settore pubblico, e l’introduzione di una tassa sui profitti delle banche, che resterà in vigore per tre anni. Il paese, inoltre, ha tagliato le tasse per le piccole imprese.

Intanto un’altra agenzia di valutazione, Standard & Poor’s, ha rivisto l’outlook sul rating assegnato all’Ungheria da stabile a negativo, confermando il giudizio BBB-/A-3. La revisione di S&P potrebbe preludere a un possibile declassamento del rating dell’Ungheria a livello ‘junk’ (spazzatura).

La decisione di Standard & Poor’s tiene conto del blocco dei negoziati tra Budapest e Fondo monetario Internazionale e Unione Europea sul programma di finanziamento da 20 miliardi di euro. “Riteniamo che senza il programma Ue-Fmi”, si legge in una nota dell’agenzia,  “l’Ungheria potrebbe dover far fronte a costi di finanziamento più volatili che potrebbero pesare sui bilanci del settore finanziario, sulle finanze pubbliche e sulla crescita economica”. 

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