Fallimenti in calo, anche in Italia, nel 2016

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di Luca Spoldi 30 Marzo 2017 | 11:33

FRENANO I FALLIMENTI IN TUTTO IL MONDO – Nonostante uno scenario contraddistinto ancora da crescita economica fiacca, la percentuale di fallimenti societari e globali hanno continuato a calare in questi anni, toccando nuovi minimi record in alcune delle maggiori economie mondiali. Rispetto a questo trend, il 2016 non ha fatto eccezione, anzi. Secondo i dati del Global Bankrupcy Report 2017 di Dun & Bradstreet Worlwide Network, su un totale di 38 paesi coperti dall’analisi, 26 di essi hanno registrato lo scorso anno un calo del tasso di fallimenti rispetto all’anno prima, 2 hanno visto un tasso stabile, 10 hanno registrato un incremento.

FALLIMENTI IN CALO ANCHE IN ITALIA – In Europa, in particolare, la ricerca di Dun & Bradstreet Worlwide Network ha segnalato come in 16 delle 23 economie tenute sotto osservazione abbiano registrato un calo dei fallimenti, Italia (dove i fallimenti sono calati del 7,7% lo scorso anno) e Germania (-6,1%) comprese, con la sola vistosa eccezione della Gran Bretagna, che ha visto i fallimenti crescere del 10,1%. Fallimenti in calo anche in 9 degli 11 mercati asiatici analizzati (compresa la Cina, -8,8%), come pure negli Stati Uniti (-2,3%)e in Giappone (-4,2%).

RESTANO TRE GRANDI RISCHI – Quanto alle prospettive future, a fronte di una previsione di crescita mondiale del 2,7% quest’anno (rivista al rialzo dalla precedente stima di +2,2%) e del 3% nel 2018, Dun & Bradstreet Worlwide Network vede tre grandi rischi che potrebbero incidere negativamente sul tassi di fallimenti: una potenziale de-globalizzazione, una spaccatura, a lungo termine, dell’Unione europea e gli effetti negativi dell’irrigidimento della politica monetaria statunitense.

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