Londra: anche Jp Morgan e Lloyd’s pronte al trasloco causa Brexit

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 30 Marzo 2017 | 14:00

LONDRA, ALTRI DUE DIRANNO ADDIO – Altri due grandi gruppi finanziari si preparano a lasciare Londra, o quanto meno ridurre la loro presenza in Gran Bretagna in conseguenza della Brexit il cui processo di negoziazione è stato formalmente avviato ieri da Theresa May con la richiesta di attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Nomi che si aggiungono a un elenco che rischia di allungarsi ancora di parecchio da qui al marzo 2019, quando la Gran Bretagna sarà definitivamente uscita dal mercato unico europeo e dovrà negoziare nuovi accordi per consentire alle proprie imprese di tornare ad averne accesso.

JP MORGAN VA A DUBLINO, LLOYD’S A BRUXELLES – Secondo quanto riferisce l’agenzia Bloomberg, che cita fonti a conoscenza delle vicende, Jp Morgan Chase avrebbe iniziato a valutare l’acquisto di un palazzo nel distretto di Capital Docks a Dublino, che sarà sviluppato in joint-venture da Kennedy Wilson Holdings e dalla National Asset Management Agency irlandese, in grado di ospitare oltre mille persone una volta completato. Dal canto loro i Lloyd’s di Londra sono intenzionati ad aprire un ufficio a Bruxelles, sempre a causa dell’avvicinarsi dell’uscita del Regno Unito dalla Ue e di conseguenza dal mercato unico.

TROPPA INCERTEZZA SUI NUOVI ACCORDI – Tanto nel caso della banca americana, come dell’assicuratore inglese, lo scopo di questi “traslochi” è di continuare a seguire i numerosi clienti europei operando dall’interno del mercato unico. Nell’uno come nell’altro caso, i tempi necessari per vedere il varo di nuovi accordi commerciali tra la Gran Bretagna e la Ue sembrano infatti troppo lunghi e il risultato finale troppo incerto perché banche e assicurazioni operanti nella City possano limitarsi ad attendere l’evolversi della situazione.

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