Toh, chi si rivede: l’Europa

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di Redazione 23 Agosto 2010 | 09:00
Il mercato finanziario non è più governato dagli umani. Sembrerebbe proprio così a guardare i grafici degli ultimi tre mesi. Se si prende un indice qualsiasi…

…e lo si esamina dal 15 aprile al 15 luglio si vedono sei movimenti anomali e profondissimi: tre volte su come un pazzo, altrettante volte giù giù, nelle profondità dei tracciati. Roba da forti di cuore, ma soprattutto da trading system.
Le capacità umane non possono reggere a simili andamenti. Significa che il primo dato da prendere in considerazione, prima ancora delle semestrali, dei movimenti del dollaro o del petrolio, è la volatilità che negli ultimi mesi è stata costantemente altissima.
E quando c’è una volatilità così riuscire ad anticipare i mercati è davvero difficile; al massimo si possono cavalcare limitando i danni e guadagnando qualcosina, appunto, affidandosi alle macchine e all’intelligenza artificiale.
È vero che si cominciano a vedere dati (purtroppo ancora altalenanti) in positivo. Per esempio sono cresciuti gli ordini alle industrie italiane. Un ottimo risultato (oltre il 20%) sullo stesso trimestre dello scorso anno, quando però l’economia era sotto i tacchi. Solo andando indietro di un altro anno, si scopre che questi ottimi dati non sono poi così formidabili rispetto a una comparazione un po’ più storicizzata. Quindi ci vuole pazienza.
E soprattutto non bisogna farsi illusioni e stare sempre in guardia contro possibili trappole che possono essere nascoste ovunque e scattare con una violenza inaudita, come è già accaduto più di una volta durante il corso del 2010.
Quindi se tutto scorrerà liscio si potrà sperare in un dopo vacanze tranquillo con gli indici più o meno stabili sui livelli attuali e un rally probabile di fine anno. Che potrebbe anche essere il preludio a una ripresa nel 2011. Ma ancora è troppo presto per fare previsioni che possano avere un minimo di credibilità. La grande volatilità, appunto, non lo consente.
La cosa strana, seppur confortante, è che l’Europa ha smesso di far paura.
Uscita dall’incubo primaverile dei Pigs e dalle paure del default greco-iberico, il vecchio continente si è rimesso sulle gambe come un esperto cavallo da corsa. In fondo i governi hanno fatto il loro dovere varando complessi piani antideficit che hanno avuto buoni riscontri e anche dall’esterno hanno dato una mano.

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