Art Advisory – In asta i gioielli di Wallis Simpson

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di Biagio Campo 10 Settembre 2010 | 09:45
Sotheby’s proporrà in asta il 30 novembre, la collezione di gioielli di una delle coppie più discusse del Novecento.

Sotheby’s conferma il proprio ruolo di leader per le aste della famiglia reale. A distanza di venti anni dalla celebre vendita dei gioielli della duchessa di Windsor, vanno in asta a Londra il prossimo 30 novembre, i venti gioielli della statunitense Wallis Simpson, moglie del Re Edoardo VIII

 

I venti gioielli in totale sono stimati circa 3 milioni di sterline. David Bennet, presidente del dipartimento dei gioielli di Sotheby’s Europa e Middle-East commenta: “E’ un onore straordinario per Sotheby’s proporre questi gioielli indossati da una donna che fu maestra di eleganza per la sua generazione ed oltre. L’asta propone esempi insuperabili realizzati dal genio di Cartier in collaborazione con i Duchi di Windsor e molti pezzi recano iscrizioni che narrano preziose tracce della più celebre storia d’amore del 20° Secolo. La storia d’amore per la quale Edoardo VIII abdicò dal trono di Gran Bretagna.”

La coppia fu senza dubbio una delle più eleganti e chiacchierate del novecento.
Fu molto forte il legame con Cartier, che preparò per la Simpson alcune delle sue opere più belle, come il braccialetto, del 1952, che raffigura una pantera in diamanti preziosi, valutato tra 1 ed 1,5 milioni di sterline, ed un fermaglio con rubino, citrine, zaffiro e diamante, con una stima di 1 ed 1,5 milioni di sterline, realizzato nel 1940.
 


La Simpson non fu mai ben vista dai sudditi
, a differenza di Edoardo VIII, ne dagli altri componenti della famiglia reale.
La stampa dell’epoca attribuì alla Simpson relazioni con le più importanti personalità del tempo, come Ciano, e Von Ribbentrop, ed una forma di magia che le permetteva di tenere in pugno il sovrano, che mostrava una forte simpatia per l’ideologia nazista.

I legami nel quadro di una cultura occultista, che caratterizzava circoli inglesi e tedeschi, tra le cui fila militavano membri dell’alta società inglese e della famiglia reale, come era per la Golden Dawn, ed i fondatori del partito nazista, riuniti nella società Thule, spinsero Churchill a cercare in tutti i modi di evitarne l’abdicazione, compromettendo addirittura la sua reputazione. Il primo ministro temeva infatti che senza trono Edoardo VIII potesse diventare l’interlucore privilegiato dei tedeschi, in grado di spingere l’Inghilterra alla pace ed all’accettazione della proposta di condominio del mondo proposto da Hitler.

Ancora numerosi punti sono da chiarire, ma non è da escludere che Edoardo VIII fosse l’interlucore di Hess, nell’avventuroso viaggio che il numero due del partito nazista fece in Inghilterra nel maggio del 1941, per trovare un accordo di pace, prima dell’invasione dell’Unione Sovietica.
 

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