Ocse, la ripresa Usa è in corso ma il deficit preoccupa

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di Matteo Chiamenti 20 Settembre 2010 | 13:30
L’organizzazione analizza l’attuale momento economico degli Stati Uniti..

La ripresa economica negli Stati Uniti è «in corso grazie a sostanziosi stimoli», con un miglioramento della produzione e della situazione occupazionale, ma ora il Paese deve «rimettere in equilibrio l’economia». Lo afferma un rapporto Ocse sulle prospettive economiche degli Usa. “La recente crisi finanziaria e la recessione” spiega lo studio “hanno inflitto danni considerevoli all’economia, in particolare una significativa restrizione del credito e la perdita di un quarto del patrimonio delle famiglie tra metà 2007 e inizio 2009. Ma da allora, tra un terzo e metà di quella perdita è stato recuperato”.

Per favorire questo cammino di risalita, consigliano gli esperti Ocse, ripresi da Ansa, “la politica monetaria deve restare accomodante per sostenere l’economia mentre la politica fiscale si inasprisce”, anche se “il lavoro per gettare le basi per una eventuale risalita dei tassi d’interesse è già in corso e deve proseguire”. A livello di mercato del lavoro, inoltre, “potrà essere richiesto un supporto addizionale per la formazione professionale e l’educazione avanzata, per reintegrare i lavoratori le cui competenze si sono degradate per i lunghi periodi di disoccupazione o non collimano più con i bisogni dei datori di lavoro”. Le riforme, conclude l’Ocse, «dovranno focalizzarsi sulle politiche che hanno dato origine agli squilibri», come gli eccessi nel mercato immobiliare, «il problema degli incentivi nel settore bancario» e il “moral hazard”.

Ma non ci sono sole rose. Gli Stati Uniti “stanno uscendo dalla recessione con un ampio deficit di bilancio e un debito pubblico in crescita”, e per ridurli da qui alla fine del decennio «è improbabile che il contenimento della spesa basti, quindi le tasse dovranno crescere». Lo scrive un rapporto dell’Ocse sulle prospettive economiche degli Usa. Le misure finora intraprese dal governo di Washington, spiega l’organizzazione parigina, sono positive e «benvenute», ma comunque “dovrebbero stabilizzare il rapporto deficit-Pil a un livello doppio rispetto al periodo pre-crisi, lasciando poca libertà per affrontare le contingenze e complicando ulteriormente il problema dell’invecchiamento della popolazione”. Dal 2015 in poi, quindi, “dovranno essere prese ulteriori misure di consolidamento”, per “portare il rapporto deficit-Pil in un trend negativo nella seconda parte del decennio”. Se così non fosse, prevede l’Ocse, “potrebbero alla fine emergere preoccupazioni nei partecipanti al mercato dei bond, anche se finora non hanno mostrato alcun dubbio sulla capacità degli Stati Uniti di onorare il proprio debito”.

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