Patto di stabilità, al via il braccio di ferro tra i ministri Ue

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di Redazione 27 Settembre 2010 | 09:30
Settimana decisiva a Bruxelles per la ridefinizione delle nuove regole di bilancio. Francia e Italia si oppongono a Germania e Regno Unito. Oggi riunione informale dei ministri delle Finanze. Intanto a Parigi si riunisce il Fsb.

Conto alla rovescia per la revisione del patto di stabilità dei Paesi europei, prossima tappa della revisione delle regole finanziarie Ue dopo il via libera, la scorsa settimana, delle nuove Authority di vigilanza. Oggi a Bruxelles si riunirà la “task force” dei ministri delle Finanze e per l’Italia è attesa la partecipazione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Sempre oggi, a Parigi, si riunirà il Financial Stability Board, con all’ordine del giorno, il dibattito sulle nuove regole di Basilea III. Ma se sulla regolamentazione del sistema finanziario, dopo il recente via libera a Basilea III, il dibattito tra regolatori procede spedito senza troppi intoppi (tra i prossimi obiettivi: la stretta su derivati e vendite allo scoperto), quello relativo alle nuove regole di bilancio nazionali potrebbe rivelarsi non così semplice. Secondo il “Financial Times”, il confronto tra i vari ministri in materia di sanzioni contro i debiti pubblici eccessivi sarà acceso e vedrà opporsi due diversi schieramenti: da una parte Italia e Francia, i cui debiti superano il 60% del Pil, dall’altra Germania e Regno Unito, fautrici di regole più severe. Da oggi fino a venerdì si susseguiranno gli incontri per valutare le proposte della Commissione europea, che secondo le anticipazioni prevedono multe salatissime e piani di rientro rigidi per i Paesi che superano il tetto del 60% del debito sul Pil.

Il quotidiano britannico dà conto di una lettera inviata ai colleghi dell’Unione Europea dal ministro delle Finanze Wolfgang Schauble – che sarà giovedì e venerdì a Bruxelles – nella quale esprime il suo fermo sostegno alle sanzioni previste dall’esecutivo Ue, che propone multe pari allo 0,2% del Pil per quei Paesi che non dovessero riuscire a ridurre il debito secondo le condizioni ed i tempi fissati. Non solo: nella lettera che ha inviato anche al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, nella sua veste di presidente della task force, Schauble rinnova anche la proposta di una sospensione dei fondi di coesione e per l’agricoltura per i Paesi recidivi e la sospensione dei loro diritti di voto al Consiglio. La creazione di incentivi più forti per prevenire e correggere i debiti pubblici eccessivi sta al cuore dei nostri tentativi per rafforzare la governance economica e fiscale nell’Ue», sottolinea Schauble.

Concetti, sottolinea il «Financial Times», tutt’altro che nuovi, ma destinati a far esplodere lo scontro nella riunione di oggi della task force in vista della conclusione del lavoro prevista tra un mese. Insieme a Francia e Belgio, con cui condivide debiti pubblici ben oltre il 60% del Pil (secondo le previsioni della Commissione per il 2010, sono rispettivamente all’83,6% e al 99%), l’Italia (che dovrebbe al 118,2%) continua ad opporsi al fronte guidato da Germania, Gran Bretagna e Olanda che preme per sanzioni che sarebbero imposte automaticamente, con un margine di manovra lasciato ai governi nazionali più che ridotto.

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