Private Banking, dopo lo scudo, crescita più modesta

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di Redazione 4 Ottobre 2010 | 13:30
Secondo l’osservatorio di PricewaterhouseCoopers Advisory la ricchezza delle famiglie nel 2011 raggiungerà i 922 miliardi. In crescita la quota del portafoglio investita in…

Ci vorrebbe un altro scudo fiscale. Infatti dopo l’aumento che l’industria del private banking ha conosciuto nel corso dell’anno scorso, grazie proprio alla sanatoria, quest’anno i paperoni italiani dovranno accontentarsi di un aumento molto più modesto delle proprie fortune.

È quanto emerge dall’Osservatorio sul Private Banking presentato da PricewaterhouseCoopers Advisory. «Dopo un 2009 caratterizzato da un significativo incremento della ricchezza (142 miliardi), riconducibile principalmente allo scudo fiscale (85 miliardi) e ad una buona performance dei mercati (54 miliardi, +7,3%) – ha spiegato Giacomo Neri Partner di Pcw e professore di Strategia all’Università Cattolica – le stime PwC mostrano un 2010 più in sordina. A fine 2010 la ricchezza delle 639 mila famiglie High Net Worth (Hnw) si assesta a circa 904 miliardi. Con una crescita della ricchezza rispetto al 2009 di 22 miliardi, riconducibile a rendimenti dei mercati più contenuti (+2,5%), a capitali scudati nel corso del 2010 (circa 10 miliardi) inferiori rispetto al 2009 compensati da uno spostamento di parte della ricchezza finanziaria »scudata« (circa 10 miliardi) verso attività reali come immobili e aziende».

Per il 2011 la società di consulenza prevede una crescita in linea con quella del 2010 (18 miliardi, +2%) ed una ricchezza delle famiglie Hhw che dovrebbe raggiungere i 922 miliardi.

Non molte le differenze che riguardano la composizione tipica del portafoglio della clientela. Le obbligazioni sono sempre al top e rappresentano ancora circa la metà dell’esposizione benché in leggero calo (48% nel 2009, 47,9% nel 2010), insieme ai depositi (15% nel 2009, 14,4% nel 2010). Il peso del risparmio gestito invece è in leggera crescita.

Nonostante la crescita del portafoglio medio, passato da 1,38 mln del 2009 a 1,41 mln del 2010, la clientela Hnw italiana rimane prevalentemente una clientela «super affluent»: il 56% delle famiglie High con capitali tra 0,5 e 1 milione di euro detiene circa il 26% della ricchezza Hnw complessiva.

In calo la redditività e la profittabilità dell’industria del private banking. «Nel corso del 2010 – ha commentato Neri – gli utili lordi diminuiscono di circa 200 milioni di euro, mentre i ricavi, grazie alle maggiori masse in gestione, rimangono sostanzialmente costanti assestandosi a 4,8 miliardi di euro. Aumenta la competizione del mercato, significativamente locale: sono pochi gli operatori presenti in tutte le regioni italiane ed i competitor cambiano da regione a regione». In linea con i tassi di crescita italiani, il mercato globale degli Hnw Individuals, nel corso del 2010, si assesta a circa 35 mila miliardi di euro. 

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