Percentuale di poveri al massimo dal 1994

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di Eliana Pelucchi 11 Ottobre 2010 | 11:00
Negli Stati Uniti la povertà è in aumento. Nel 2009, con l’America che affrontava la più grave recessione dagli anni ’30, la percentuale dei poveri è salita al 14,3%, il massimo dal 1994.

Significa che 43,6 milioni di persone vivono in stato di indigenza, un americano su sette. Sono gli ultimi dati diffusi dall’ufficio del Censo statunitense. La percentuale dei poveri è cresciuta a causa della crisi economica, con il tasso di disoccupazione che l’anno scorso ha superato il 10 per cento. Nel 2008, i poveri erano 39,8 milioni, il 13,2% della popolazione statunitense. Moltissimi hanno perso il lavoro, e con l’impiego hanno perduto anche l’assicurazione medica. Il numero dei non assicurati è salito a 50,7 milioni, dai 46,3 milioni del 2008. Mentre il numero di poveri in età lavorativa ha toccato il massimo dal 1965. Si tratta del maggior aumento annuale da quando il governo ha iniziato a calcolare le cifre sulla povertà nel 1959. Il precedente record è stato registrato nel 1980, quando il tasso balzò dell’1,3%, al 13%, in piena crisi energetica. I problemi per i cittadini a stelle e strisce, però, non finiscono qui. Secondo i dati della [a]Federal Reserve[/a], il patrimonio netto delle famiglie americane è sceso del 2,8% a 53.500 miliardi di dollari (circa 182.000 dollari a persona), determinato in particolare dal calo del valore degli investimenti azionari.

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