EURUSD: finita la salita?

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di Redazione 12 Ottobre 2010 | 07:15
Il tema dominante di oggi sarà senza ombra di dubbio l’eurodollaro e le sue possibili evoluzioni future.

Ieri infatti, dopo l’apertura in forte rialzo è iniziata una lenta ed ordinata correzione che, come vedremo nella sezione di analisi tecnica, ha aperto nuovi possibili scenari in attesa che la Fed, il prossimo novembre, annunci che interventi è pronta a mettere in campo per sostenere l’economia. Secondo un sondaggio svolto da CNBC in America, quasi il 94% degli intervistati, tra gestori di fondi e traders, è sicuro che all’inizio del mese prossimo verranno adottate misure di QE2.

E fin qui, ci può stare, d’altronde quello che ha spinto i dollari così in basso fino ad ora, sono state proprio queste aspettative di intervento che sono ampiamente scontate nei prezzi. E il giorno dopo che la Cftc ha comunicato che dallo scorso ottobre 2009, sull’EurUsd si è raggiunto il più alto grado di posizioni long (48.243 contratti), si cominciano a delineare anche le tempistiche ed i tagli del possibile intervento.

Qui le stime si scostano davvero di molto tra loro, facendoci capire che le idee non sono del tutto chiare, anzi, non lo sono proprio per niente. Basti pensare che la forchetta ipotizzata per la prossima introduzione di liquidità, spazia da 100 miliardi di dollari, fino a 1.500 (la cifra media prevista dalla maggioranza si aggira intorno a 500 miliardi).

Tutto questo si commenta da sè. Un maggior grado di accordo si trova invece quando si ipotizzano gli scenari relativi alle tempistiche dell’intervento, che secondo la maggioranza degli intervistati, non avverrà tutto in un’unica tranche, ma verrà comunicato di volta in volta con orizzonti che possono andare dal mese in mese, fino al trimestre. I temi dominanti rimarranno presumibilmente questo, seguito dalla così-definita “guerra valutaria”, che si dovrà tentare di risolvere con il prossimo G20, che si terrà i prossimi 22-23 ottobre tra i ministri finanziari, prima dell’ultimo step tra i diversi premier, che si incontreranno a Seoul i prossimi 11-12 novembre.

L’incontro del FMI, come detto ieri, non ha dato suggerimenti operativi su come contenere questi squilibri valutari, per cui quello che ci sentiamo di suggerire è di aspettare ad impostare operazioni che prevedono posizionamenti strategici, a meno che si decida di utilizzare leve molto basse (anche inferiori a 1)

EurUsd – grafico orario

per cominciare a costruire posizioni sulle quali bisogna essere pronti ad intervenire con tagli di prezzo, senza mettere in sofferenza la marginazione, aspetto cruciale in situazioni di mercato tirate come questa.
Cominciamo la consueta analisi tecnica con una novità, potenzialmente molto importante, sul cambio EurUsd.

Se osserviamo infatti un grafico orario, notiamo che ieri pomeriggio verso le 16, per la prima volta da un mese esatto a questa parte, è stata oltrepassata a ribasso stabilmente la linea di tendenza con origine il 9 settembre scorso che tanto abbiamo consigliato di utilizzare le scorse settimane.

Per di più abbiamo assistito al superamento, dei prezzi, della media mobile esponenziale a 100 periodi ed infine all’incrocio della media lenta con la veloce a 21 periodi. Per le prossime ore attenzione quindi ad un nutrito gruppo di segnali che non giungeva da almeno 30 giorni e che potrebbe portare ad uno storno del cambio sino a ritornare al punto di rottura chiave di 1.35 (livello suggerito dal 38.2% di ritracciamento di Fibonacci del movimento di salita da 1.2650 ad 1.4020, massimo da febbraio scorso).

Per fornire un livello di supporto più vicino, possiamo sfruttare il livello statico di 1.38, a cui i prezzi hanno subito due forti variazioni: a ribasso il 3 ottobre ed a rialzo il 6 di ottobre scorso.
Rimane una situazione a rischio quella sul cambio UsdJpy.

I prezzi infatti rimangono sui livelli di minimo da 15 anni a questa parte all’interno di una tendenza che tuttora si rivela ribassista. Possiamo ipotizzare che sino ad un ritorno dei prezzi al di sopra della soglia di 83 le estensioni a ribasso, a ricerca di nuovi minimi, siano sempre fattibili. L’unico fattore che potrebbe segnalare l’inizio di “qualcosa” è la riduzione radicale del posizionamento della clientela a favore del dollaro (sempre secondo il nostro indicatore SSI), passata da 9.75 di ieri a 6.87 di oggi. Attenzione al minimo di 81.40 come supporto ad eventuali tentativi giornalieri.

La tendenza del cambio EurJpy rimane in flessione, confermata nella notte dal superamento del minimo di settimana scorsa a 113.70. Questo livello può ora essere utilizzato come resistenza mentre il punto d’arrivo di questo movimento, iniziato dall’area di 115.50, sembra essere di qualche punto al di sopra di 113.

Vediamo ora il cable, che dopo il test perfetto del massimo precedente a 1.60 di settimana scorsa e successiva nuova correzione, potrebbe fornire qualche spunto nuovamente rialzista. Contrariamente a quanto successo sull’euro la vicinanza del livello di supporto dinamico fornito dalla trendline con origine il 14 settembre scorso è stato avvicinato ma mai oltrepassato stabilmente. Perché il cambio riprenda a salire in giornata verso il doppio massimo deve assolutamente tenere il supporto di 1.5880.

Interessante la situazione tecnica del cambio GbpJpy per la vicinanza del minimo di due notti fa, 129.95. In questo caso la tendenza appare a ribasso e non pare un azzardo sfruttare un’eventuale rottura di questo livello con un obiettivo finale a 127.70.

Concludiamo, rimanendo in ambito di sterline, ma contro la moneta unica per suggerire attenzione al livello di supporto a 0.8715 (minimo di venerdì scorso). Un grafico orario sembra infatti indicare un raggiungimento finale del livello dinamico di 0.8680, compatibile con una rottura del livello sopra suggerito e rappresentante un’opportunità di brevissimo.

Per chi volesse ulteriori approfondimenti, ci vediamo alle 9 puntuali per il nostro Morning Briefing in webinar: http://forexforums.dailyfx.com/analisi-live/244106-analisi-live-del-mercato.html

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