I milionari e il “Monopoli del pallone”

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di Eliana Pelucchi 14 Ottobre 2010 | 11:00
Dal Chelsea al Manchester City e ora, forse, la Roma. Ai magnati di mezzo mondo piace acquistare società sportive, meglio se di calcio. Una sorta di “Monopoli del pallone” nel quale sceicchi, emiri, miliardari si sfidano a suon di petrodollari.

L’interesse del vice presidente della Lukoil, [p]Leonid Fedun[/p] per la Roma, riferito dalla stampa russa, è solo l’ultimo in ordine di tempo. Fedun secondo la rivista Forbes è il 132esimo uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale di 5,5 miliardi di dollari. Petrodollari, in genere, ma non solo. Anche in Italia il calcio è un affare per ricchi: dal Milan di Silvio Berlusconi all’Inter di Massimo Moratti, fino alla Juventus di proprietà della famiglia Agnelli. Ma è l’Inghilterra (e quindi il calcio inglese) il tavolo di gioco preferito dei “Paperon dè Paperoni”.

In principio fu Roman Abramovich: nel 2003 il giovane magnate russo acquista il Chelsea per una cifra pari a 60 milioni di sterline: da allora, a suon di sterline porta il club londinese ai vertici del calcio europeo. A fare concorrenza ad Abramovich c’è lo sceicco di Abu Dhabi, [p]Mansour bin Zayed al-Nahyan[/p] (un patrimonio personale di mille miliardi di dollari), proprietario del Manchester City che vuole diventare protagonista assoluto del mondo del calcio. Mansour quest’estate ha speso circa 200 milioni di euro per rinforzare la rosa della squadra di Mancini. C’è poi il Fulham che è di proprietà del miliardario di origine egiziana [p]Mohamed Al Fayed[/p], patron fino a maggio scorso fa dei magazzini Harrods di Londra. E che dire di Malcom Glazer, l’imprenditore statunitense di origine lituane proprietario del Manchester United dal 2005. La Roma sembra ora appetita da più di un miliardario. Oltre all’interesse di Fedun (già proprietario dello Spartak Mosca), fino ad ora sono state diverse le manifestazioni d’interesse per la società giallorossa. Da quella del fondo Classidra, al fianco dell’imprenditore farmaceutico Francesco Angelini, a quella del fondo di Abu Dhabi Aabar (già azionista di UniCredit). I tifosi della Roma sono in trepida attesa: dopo la delusione del 2004 e del 2009 sperano che la pista russa, se solida, non trovi anche questa volta una via di fuga.

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