Chiusura in leggero calo per le borse europee

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di Redazione 26 Ottobre 2010 | 16:00
Le borse europee chiudono deboli sulla scia di Wall Street e nonostante il buon dato sulla fiducia dei consumatori Usa, superiore alle attese. Autogrill regina del Fste-Mib. In rosso Edison e Azimut.

L’indice EuroStoxx50 termina gli scambi in calo dello 0,45%, con le borse europee in linea con la debolezza di Wall Street che non sfrutta il dato sulla fiducia dei consumatori, superiore alle attese. Il FtseMib ha chiuso in calo dello 0,33% a 21.363 punti. Il Cac40 è sceso dello 0,4%, l’Ibex dello 0,55%, il Dax 30 dello 0,24%, il Ftse 100 dello 0,88%. Oltreoceano, i listini Usa proseguono lievemente al ribasso: -0,01% il Dow Jones, -0,15% il Nasdaq, -0,01% l’S&P500.

Sul fronte macro i dati sono stati piuttosto positivi: Negli Stati Uniti, la fiducia dei consumatori è salita ad ottobre a 50,2 pts, sopra il consensus di 49,5 e rispetto ai 48,6 della lettura precedente. I prezzi immobiliari, però, secondo l’indice S&P’s/Case-Shiller, sono risultati in calo ad agosto nelle principali 20 città dello 0,3%, poco più delle attese (-0,2%). Nel Regno Unito, il pil è cresciuto nel terzo trimestre dello 0,8% su base congiunturale, il doppio rispetto al doppio del mercato. S&P’s ha rivisto l’outlook a Stabile da Negativo confermando il rating AAA/A-1. In Italia l’indice sulla fiducia dei consumatori è salito a ottobre a 107,7 punti da 107,2 in settembre, ai massimi da aprile e sopra le attese degli analisti.

A Piazza Affari, Autogrill ha trainato i rialzi del Ftse Mib mettendo a segno un +1,93%, seguita da Finmeccanica (+1,5%), Snam Rete Gas (+1,37%) e Telecom Italia (+1,03%).

In rosso Edison (-3,5%), dopo i conti sul terzo trimestre, caratterizzati da ricavi in crescita (+16,8%) ma margini e utili in calo (rispettivamente dell’11,8% a 179 milioni di euro e del 17,6% a 930 milioni). Azimut ha chiuso la giornata in calo del 4,65%, dopo che sia Credit Suisse che Bofa Merrill Lynch hanno rivisto al ribasso il target price sulla scia dei conti di ieri.

Testi tratti dalla newsletter di Unicredit.

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