G20: appello Draghi, attuare pienamente riforme finanziarie

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di Redazione 11 Novembre 2010 | 16:11
Il presidente del Financial stability board, Mario Draghi, ha invitato i Paesi del G20 a una “piena e coerente attuazione delle riforme sul fronte del sistema finanziario sulle quali è stato raggiunto un accordo”.

“Questo – ha scritto Draghi in una lettera inviata ai leader – sarà essenziale, perchè esse abbiano l’impatto desiderato sulla stabilità finanziaria globale”. Per Draghi, in particolare, “una delle lezioni più importanti della crisi è che le autorità finanziarie, di vigilanza e gli organi regolamentari dovranno agire con maggiore tempestività e coerenza rispetto al passato”.

“Il processo di attuazione a livello nazionale e regionale delle riforme è a buon punto”, scrive Draghi, ammonendo però come «molto ancora rimane da fare. E il vostro forte e continuo sostegno – aggiunge il presidente del’Fsb – sarà necessario per portare a termine i cambiamenti richiesti a livello legislativo e regolamentare”. “Con la vostra approvazione procederemo ad attuare il quadro d’azione”, afferma Draghi riferendosi alle regole messe a punto dall’Fsb che riceveranno il via libera dei leader del G20.

Questo piano «richiederà riforme giuridiche in molti dei nostri Paesi, in modo tale che la risoluzione delle istituzioni finanziarie non comporti perdite per i contribuenti, proteggendo nel contempo le funzioni economiche vitali tramite meccanismi che permettano agli azionisti di assorbire le perdite”.

“Nell’azione di miglioramento dei nostri regimi di risoluzione – prosegue quindi la lettera – dovremo creare le premesse giuridiche e raggiungere un livello di armonizzazione giuridica che permettano la rapida ed efficiente risoluzione delle operazioni globali di una istituzione finanziaria a rischio sistemico. Ciò richiederà, per le autorità nazionali incaricate, chiarezza dei mandati e la capacità giuridica di cooperare e scambiare le informazioni necessarie per un’efficace azione di ripristino e risoluzione, eliminando le disposizioni nazionali che potrebbero ostacolare una risoluzione equa a livello internazionale”.

“Ogni Paese – continua Draghi – deve avere un sistema di vigilanza in grado di assicurare che le nuove regolamentazioni siano applicate in modo efficace e sostenute da un’idonea valutazione del rischio. Inoltre, le autorità di vigilanza dovranno avere strumenti che permettano loro di rilevare attivamente i problemi e intervenire tempestivamente per ridurre l’impatto degli shock potenziali che possono colpire le singole aziende, estendendosi sul sistema finanziario nel suo complesso”.

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