Finanza personale – Far crescere i risparmi della famiglia

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Avatar di Redazione 12 Aprile 2011 | 12:00
Un estratto del libro Finanza Personale, redatto da Marco Liera. Editore gruppo 24 ore.

La crescita del patrimonio abitativo della famiglia


Nell’idea di ampliamento del patrimonio abitativo si fondono esigenze e
desideri familiari con l’inevitabile tendenza a credere che il mattone sia
pur sempre un buon investimento. Invece occorrerebbe separare il più
possibile la funzione d’uso di una proprietà da quella di impiego dei risparmi.
Sovrapporre obiettivi non sempre porta dei vantaggi e certamente fa
perdere chiarezza nelle decisioni.
L’ampliamento delle proprietà immobiliari si concretizza tipicamente in
tre modalità: l’acquisto di un’abitazione principale più bella e spaziosa; di
una seconda casa per la villeggiatura (al mare, in montagna, in campagna);
di una seconda (o terza) casa per i figli. Spesso si tratta di soluzioni alternative:
le famiglie possono soddisfare un obiettivo per volta e rimandare
al futuro quello accantonato.
Nell’ampliamento delle proprietà immobiliari si deve fronteggiare
ancora di più il rischio di concentrare quasi tutta la ricchezza di famiglia in
una sola classe di attivo. Nel caso di seconda o terza casa, questo rischio
è mitigato dalla diversificazione geografica.
Le tre direzioni in cui si può concretizzare l’ampliamento delle proprietà
immobiliari sono da confrontare con tre variabili.
Seconda decisione: la casa 49
1. Le preferenze temporali della famiglia. Se amate passare la maggior
parte dei weekend al mare o in montagna (con relative code sulle
strade e affollamento di treni e aerei) e avete individuato una località
che vi piace o legata alla vostra famiglia o amici, la seconda casa può
diventare prioritaria, anche se forse può essere il caso di provare
inizialmente con una in locazione. Se invece trascorrete molto tempo
nell’abitazione principale, occorrerebbe puntare sul suo miglioramento.
La stessa priorità potrebbe valere anche per quanti trascorrono molti
weekend e vacanze fuori casa, ma preferiscono non legarsi a una singola
località (e utilizzano prevalentemente alberghi). Infine, non va
trascurata la possibilità di comprare una seconda casa in località di
villeggiatura caratterizzate da una buona domanda in locazione. Questa
circostanza può fornire la possibilità di locare l’abitazione nei periodi
di mancato utilizzo, realizzando così una copertura almeno parziale
dei costi dell’immobile.
2. Le preferenze sull’educazione dei figli (si veda anche l’Ottava Decisione).
Per i genitori che vogliono aiutare molto la prole, comprare la
casa per i figli è una delle opzioni. Ma attenzione: se da una parte sono
legittimati a immaginare un certo futuro per i figli, dall’altra devono
anche rassegnarsi al fatto che questi possono volersi costruire un destino
completamente diverso (e non per questo disdicevole). Chi può essere
certo che i figli non decidano di stabilirsi a migliaia di chilometri “da
casa” per studio, per lavoro o per amore? Se ciò accadesse, l’abitazione
comprata dai genitori si può sempre vendere, si intende. Ma allora non
è più opportuno stanziare per i figli un capitale da investire in modo
più equilibrato che in un immobile?
3. Le imposte: finché l’ampliamento del patrimonio immobiliare riguarda
l’abitazione principale, è sempre possibile fruire delle agevolazioni
conseguenti. Con le abitazioni successive alla prima, si pagano più
tasse sulla compravendita, sull’eventuale mutuo e sull’esercizio della
proprietà.

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