Oro, domanda e offerta giustificano il prezzo

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di Redazione 17 Agosto 2011 | 14:50
Secondo Edmond de Rothschild, le quotazioni alle stelle dipendono anche dalla richiesta del mercato e dalle forniture che non riescono a stare al passo

L’aumento mozzafiato del prezzo dell’oro si deve anche alla domanda e all’offerta, che non ha saputo tenere il passo. Lo sostengono gli esperti di Edmond de Rothschild, che scrivono: la domanda complessiva nel primo trimestre del 2011 si è dimostrata forte (+3,1% a/a), nonostante la quotazione sia salita parecchio (+25% a/a). Le banche centrali hanno influito continuando a comprare. E un ruolo l’hanno avuto anche i governi, sempre più desiderosi di diversificare le proprie riserve allontanandosi dal dollaro e dalle altre valute, considerato il momento di turbolenza.
Ma anche la richiesta di beni lavorati in oro è stata abbastanza forte (+5,5% a/a), con l’India (+12% a/a) e la Cina (21% a/a), arrivando a coprire il 62% del totale. La produzione di oro estratto, invece, è calata a partire dall’ultimo trimestre del 2010. Da questo momento in avanti, sostengono gli osservatori dagli uffici di Edmond de Rothschild, “possiamo aspettarci solo un moderato incremento annuo del 3% o del 4% al massimo per i prossimi due anni.
Contrariamente a quanto si crede, il mercato non è neanche inondato da materiale riciclato. Il riciclo in realtà sta diminuendo. Ma è un controsenso solo apparente. In un periodo in cui i risparmiatori percepiscono l’oro come solido rifugio, chi ne possiede non lo vende ma se lo tiene stretto e chi non ce l’ha lo compra. La gente, insomma, è sempre più consapevole dei vantaggi connessi all’oro: diversificazione e protezione.
Tutto sommato, quindi, i fondamentali della domanda e dell’offerta sono favorevoli a un prezzo alto e, potenzialmente, a quotazioni perfino più elevate. Secondo gli esperti, un fenomeno degno di attenzione quest’anno è stato lo scarso rendimento di azioni legate all’oro se confrontato con il buon andamento dell’oro stesso. Questo, secondo Edmond de Rothschild, ha creato un divario di valutazione che si dovrebbe restringere a favore dei titoli legati al metallo prezioso. I buoni risultati che dovessero arrivare dal comparto finanziario e una migliore stagione per l’oro potrebbero portare a una sostanziale revisione del giudizio.

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