M&G: dalla Bce un “quantitative easing” sottobanco

A
A
A
di Redazione 7 Settembre 2011 | 13:55
L’esperto della società scrive: Francoforte potrebbe dover dare ancora sostegno al credito

Questa volta, dagli uffici di M&G Investments, Anthony Doyle, team Fixed Income, si occupa nel suo report di rendimenti reali nei mercati dei titoli di Stato nel corso dell’anno.

“Guardando gli Stati membri dell’Unione europea”, si legge nella nota, “si può notare che il mercato dei titoli di Stato tedeschi è stato il top performer, con un rendimento del 10%, seguito da Irlanda e Austria rispettivamente con il 9,1% e il 7,4%. Chi ha investito in titoli di Stato italiani ha realizzato un modesto 1%, nonostante l’ampliamento dei cds italiani a cinque anni, passati da 240 a 450 punti base – che allo stato attuale corrispondono al 30% di probabilità di un default da qui ai prossimi cinque anni”.

Insomma, “le obbligazioni europee hanno registrato buone performance quest’anno, nonostante le preoccupazioni per la capacità dei rispettivi governi di finanziarsi sui mercati capitali. Questi rendimenti mostrano come la Germania rimanga di preferenza un porto sicuro, a dispetto delle preoccupazioni sul fatto che dovrà agire da rete di protezione per i paesi periferici. Il risultato è stato il collasso dei rendimenti dei Bund, mentre i titoli di Stato dell’Europa periferica ne hanno beneficiato. Gli spread sul debito sovrano dei periferici sono ampi, ma i rendimenti assoluti sono precipitati”.

“L’esistenza di un compratore come la Bce sul mercato sta ovviamente mantenendo i rendimenti del debito pubblico europeo più bassi rispetto ai livelli di equilibrio. La questione più importante che sto cercando di assimilare è proprio quanto i governi e i politici possano stimolare le loro economie senza ricorrere a ulteriori misure straordinarie di poltica monetaria. Ci sembra infatti che questa sia stata una ripresa senza un ritorno all’occupazione, con i consumi in diminuzione, e una politica fiscale di stimolo che può essere ostacolata dall’enorme debito che grava sui governi”.

In precedenza, conclude Doyle nella nota, abbiamo parlato di un possibile quantitative easing 3 e “ora stiamo vedendo che le probabilità che si realizzi stanno aumentando. Per quanto riguarda l’Unione europea, la Bce potrebbe essere allo stesso modo costretta a dare un maggiore sostegno al credito per il resto del 2011, sostegno che noi in M&G abbiamo ribattezzato ‘quantitative easing sottobanco’”.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X