Mercati – Il 2012 sarà l’anno del dollaro

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Biagio Campo di Biagio Campo 4 Ottobre 2011 | 08:00
L’intervento da parte dell’autorità monetaria svizzera ha avuto l’effetto sperato, tuttavia nel lungo periodo la divisa elvetica è destinata ad un ulteriore deprezzamento contro euro. L’inizio del 2012 porterà ad acquisti strutturali di dollari. La Corona norvegese diventerà una nuova moneta rifugio.

Schreber, società fiduciaria iscritta all’OAD Fiduciari del Canton Ticino, nasce dall’incontro di professionisti operanti nel settore legale/fiscale, finanziario e immobiliare. E’ una realtà giovane nata dall’esigenza di rispondere ai momenti di forte tensione, non solo finanziaria, ma anche a seguito delle politiche fiscali e legali dei paesi membri della UE. Con Marco Bo, Responsabile Area Mercati, capiamo le loro strategie adottate sui mercati.

Cosa chiedono i clienti italiani che si rivolgono a voi?

Per lo più consulenza in tema di asset protection dal punto di vista legale, in tema di pianificazione successoria, di ricambio generazionale, ed ultimamente sempre più consulenza specifica volta a muovere il patrimonio familiare in direzione di paesi rifugio, o comunque tendenzialmente non investiti dalla tempesta politico – finanziaria che travolge l’Italia. Il cliente italiano ha una endemica paura sul varo di una ipotetica imposta patrimoniale. Le voci che ultimamente si rincorrono non fanno altro che aumentare il senso di sfiducia verso le istituzioni, dato che la patrimoniale non è vista come uno strumento per appianare le finanze dello stato, ma come mezzo coercitivo per finanziare ulteriormente la spesa pubblica.

La volatilità del franco cosa ha comportato per gli investitori svizzeri?

La Banca Centrale Svizzera (SNB) ha iniziato una manovra senza precedenti nella storia recente. La decisione di fermare l’apprezzamento del franco ha spiazzato il mercato, che aveva continuato ad accumulare divisa elvetica, fino a portare il cambio contro euro al minimo storico di 1,007. L’intervento della SNB non è stato fatto come durante il 2010 direttamente sul mercato valutario, ma attraverso immissione di liquidità mediante swap. In questo modo la SNB non ha diminuito le proprie riserve in franchi, ma al contrario le ha aumentate considerevolmente. Chiaramente nel medio periodo dovrà ricomprare, sempre mediante swap, i franchi venduti, ma la speranza è che questa, fino ad ora, efficace manovra non si esaurisca come nel 2010, quando espose la banca centrale a cospicue perdite da mettere a bilancio senza aver ottenuto i risultati sperati.

L’investitore svizzero non è stato toccato da questa azione, in quanto l’apprezzamento della moneta interna non poteva proseguire all’infinito. Discorso diverso invece per il flusso di lavoratori frontalieri, che hanno visto in meno di un mese una decurtazione del proprio potere d’acquisto di circa il 20%. Ragionando nel medio/lungo periodo possiamo altresì notare che un cambio euro-franco a 1,22/1,25 è assolutamente al di sotto della media storica; considerando inoltre che la parità del potere d’acquisto tra le due monete è di 1,39, si può affermare che il franco risulta ancora overvalued.

Cosa ci possiamo aspettare dal mercato dei cambi nel medio periodo?

Fino alla fine dell’anno la situazione d’incertezza economica farà il bello e cattivo tempo anche sul mercato valutario. Le fasi di propensione al rischio porteranno ad acquisti di valute finanziarie o ad alto tasso come dollaro australiano, dollaro neozelandese ed euro; nelle fase di avversione al rischio le valute a basso tasso o safeheaven risulteranno più appetibili e in particolare dollaro americano e yen.

La nostra idea di base è che il cambio eurodollaro vivrà una fase discendente importante, nonostante la ferma volontà dei policy maker di salvaguardare la moneta unica per diverse ragioni, in primis la tutela dell’Unione Monetaria Europea. Sono troppi però, a nostro avviso, i problemi del vecchio continente e non risolvibili solamente attraverso salvataggi e iniezioni di liquidità, che consideriamo rimedi temporanei e non strutturali, non in grado di garantire crescita ma piuttosto di aumentare il già corposo indebitamento degli stati membri.

Il secondo motivo che ci fa ritenere che il rapporto eurodollaro vivrà una fase discendente, che si manifesterà soprattutto durante il 2012, è che gli Stati Uniti stanno rispondendo, come sempre fatto nella propria storia, in maniera unita e strutturale alla crisi; inoltre si trovano più avanti rispetto all’Europa nel ciclo economico, avendo passato durante settembre 2008-marzo 2009 la crisi del settore finanziario. L’inizio del 2012 porterà, dopo lungo tempo, ad acquisti strutturali di dollari; guardando i grafici di lungo periodo è almeno da dieci anni che il biglietto verde si deprezza contro qualsiasi altra moneta.

Durante il 2012 riteniamo probabile il deprezzamento dello yen giapponese, in quanto i livelli raggiunti, soprattutto contro dollaro, stanno penalizzando l’economia nipponica ed in particolare le vendite di auto e moto verso Europa e USA; dalle ultime stime le maggiori compagnie produttrici dovrebbero chiudere il 2011 con una diminuzione di vendite comprese tra il 10 e il 14%.

Per quanto riguarda le commodity currency (AUD, NZD, CAD) pensiamo che queste attraverseranno un periodo di trading range, dove da una parte sconteranno i flussi verso il greenback e dall’altra beneficeranno dell’effetto carrytrade grazie al maggior differenziale di cambio.

Quello che cambierà rispetto all’ultimo lustro sarà la percezione di valuta rifugio, in quanto se la SNB continuerà a mantenere controllata la propria moneta, la Bank of Japan interverrà a sua volta per fermare l’eccessivo apprezzamento dello yen, oltre al dollaro serviranno delle alternative per il mercato. La corona norvegese, grazie alla solidità dell’economia nazionale e delle finanze pubbliche, potrà diventare una nuova divisa rifugio.

Tra le valute emergenti consideriamo nel lungo periodo un apprezzamento del peso messicano soprattutto nei confronti del dollaro.

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