Giro d’Italia delle reti. Finnat gioca in casa. Ma ci sono pure parecchi intermediari esteri

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di Redazione 4 Ottobre 2011 | 09:19
Si distingue l’esperienza di Genesi Uln, reduce dalla riorganizzazione

Se il Lazio, come la Lombardia o il Veneto, pare una regione “ricca” per le reti di promozione finanziaria, la progressiva cessione del controllo dei principali gruppi creditizi e finanziari ad altri operatori italiani ed esteri ha ridotto di molto lo spazio per gli operatori locali. Così, confluita Capitalia Banca di Roma nel gruppo UniCredit e finita Bnl in pancia ai francesi di Bnp Paribas – nonché la piccola Nusa Sim all’anglo-olandese Insinger de Beaufort, tra l’altro ormai in uscita dal mercato italiano – per trovare un operatore autenticamente capitolino occorre scorrere la classifica elaborata da BLUERATING su dati dell’Albo dei promotori finanziari italiani fino al trentatreesimo posto per trovare Genesi Uln Sim, società di intermediazione con sede legale a Roma nata nel 2010 dalla fusione della Genesi Sim di Luca Zannone e di Uln Sim guidata da Alfredo Sangiovanni (ora amministratore delegato di Genesi Uln Sim), che nel Lazio schiera 14 dei suoi 80 promotori finanziari (cui si aggiungono una ventina di financial planner).

Genesi Uln ha da poco completato una riorganizzazione interna, tra l’altro affidando ad Arcangelo Vincenzi la direzione generale rete, a Ernesto Amati la responsabilità della divisione credito con funzione di supporto alla direzione vendite e a Dario Viviani (che Sangiovanni conosce bene sin dall’inizio degli anni Novanta avendo entrambi un trascorso in Ing Sviluppo, per il quale lo stesso Viviani ricoprì l’incarico di area manager per il Centro-Sud Italia) la responsabilità della divisione wealth management con l’obiettivo di migliorare la gamma di prodotti e servizi offerti alla clientela.

Ancora più giù in classifica, al quarantaquattresimo posto con soli sette promotori residenti in regione, è poi presente Banca Finnat Euramerica, banca d’investimenti controllata dalla famiglia Nattino che propone servizi che spaziano dalla gestione di patrimoni e consulenza per clienti privati, aziende e investitori istituzionali, al real estate (attraverso la controllata Investire Immobiliare Sgr), dalla finanza d’impresa (anche attraverso Calipso, società specializzata nella individuazione, misurazione e gestione dei rischi finanziari) all’attività fiduciaria attraverso Finnat Fiduciaria. Piccola ma redditizia: Banca Finnat Euramerica ha infatti chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto di 2,13 milioni di euro (381 mila euro l’anno scorso) e un margine d’intermediazione salito del 21,6% a 22,62 milioni.

Il che sembra spia di un mercato ancora in grado di offrire soddisfazione anche agli operatori di nicchia, purché dotati di buone relazioni e in grado di proporre servizi sofisticati alla propria clientela. Non sarà un caso che nel Lazio sono presenti anche sigle di operatori internazionali quali Credit Suisse (26 promotori), Groupama (20 uomini), Santander Private Banking (16 mandati in regione), Dexia Crediop (14 professionisti), Ubs (13 codici) o Julius Baer (un paio di promotori), piuttosto che “boutique” finanziarie italiane come Banca Leonardo (12 uomini), Sofia Sgr (7 promotori), Kairos Partners (6 mandati) o Albertini Syz (2 uomini) per citarne alcuni.

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