Posta del promotore. I financial advisor americani hanno una marcia in più

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di Redazione 9 Novembre 2011 | 11:04
Oltreoceano il reddito medio di un professionista di portafogli è di 64.750 dollari

Fortunato il popolo che non deve invidiare le occasioni di lavoro altrui: lo scorso settembre su Bluerating parlammo di come il sito statunitense 247wallstreet.com avesse indicato, tra le “best paying jobs of the future” , quella di personal financial advisor al decimo posto, formulando la previsione di 62.800 nuovi posti di lavoro che verranno creati nel prossimo decennio (+30,1% rispetto ai livelli attuali), in particolare negli stati di New York, Connecticut e Delaware, con un reddito mediano di 64.750 dollari che al cambio attuale vuol dire poco più di 46 mila euro (si suppone lordi) all’anno, ovvero circa 3.850 euro lordi al mese. Risponde un nostro lettore: “Ci arriveremo anche noi? Sì, nel 2050: la mentalità italiana è talmente chiusa che riconoscere i Pf come consulenti sarà un miracolo, oggi non vogliono neanche pagare i costi di caricamento, figuriamoci la parcella”.

C’è da dire che in America i personal financial advisor non si limitano a proporre servizi d’investimento, ma si occupano anche di assistere i clienti in campo fiscale oltre che per quanto riguarda investimenti e assicurazioni. Secondo il Bureau of Labor Statistics (Bls) “un numero crescente di consulenti sarà necessarie per aiutare i milioni di lavoratori a programmare l’andata in pensione nei prossimi 10 anni”. Quanti promotori italiani si occupano di previdenza complementare? La sensazione è che siano ancora pochi e che le stesse mandanti dopo un certo fermento tra il 2007 e il 2008 in occasione della riforma del Tfr abbiano poi perso almeno in parte interesse per prodotti che per loro natura vedono flussi di sottoscrizione molto diluiti nel tempo.

Mentre in America in Bls sottolinea come “man mano che i membri della generazione del baby boom raggiungono i loro anni di picco di risparmio previdenziale, gli investimenti personali sono previsti in crescita e sempre più persone cercheranno l’aiuto di esperti”. Esperti che dovranno assistere i risparmiatori a stelle e strisce tanto nella fase di accumulo previdenziale quanto in quella in cui torneranno a disporre del capitale accumulato e si troveranno a doverlo gestire e in parte reinvestire nuovamente per garantirsi un tenore di vita adeguato. Da notare come il reddito mediano previsto appaia agli occhi degli esperti americani più che discreto, ma del tutto proporzionato al fatto che per la professione di consulente finanziario è richiesto un elevato livello di certificazione “così come lunghe e pesanti ore di viaggio”. Sarebbe auspicabile anche in Italia se potesse trovare un suo spazio prima del 2050, così da stupire i nostri lettori più scettici e rimettere l’Italia al passo con l’America e col resto del mondo occidentale.

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