Emilia Romagna, per la promozione finanziaria lo scenario resta incerto

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di Redazione 7 Dicembre 2011 | 10:57
Per Bankitalia, dopo un’estate piuttosto calda, le prospettive di crescita dell’economia sono ancora deboli

Anche se il settore della promozione finanziaria sembra avere qualche problema a Bologna e in Emilia Romagna, le ultime indagini di Banca d’Italia sembrano offrire un quadro almeno parzialmente rassicurante. Secondo gli esperti di Via Nazionale infatti la ripresa dell’economia regionale “è proseguita nel primo semestre del 2011”, sia pure mantenendo i deboli ritmi registrati nel 2010. Il miglioramento dell’attività economica si sarebbe concentrato nell’industria, “dove la produzione e gli ordini hanno tratto beneficio dall’andamento della domanda estera, soprattutto nel comparto dei macchinari e sui mercati dei paesi emergenti”, mentre il settore delle costruzioni avrebbe continuato a presentare un quadro congiunturale negativo. Ancora debole anche il commercio al dettaglio, che “ha risentito della debolezza del reddito disponibile delle famiglie”, mentre il turismo nelle province della “riviera” ha mostrato una certa ripresa. Non c’è tuttavia da illudersi troppo: Bankitalia stessa sottolinea infatti che “dall’estate le prospettive per le imprese regionali sono progressivamente peggiorate” e che le attese per i prossimi sei mesi “sono caratterizzate da una diffusa incertezza, con riflessi negativi sui piani di investimento e sulle nuove assunzioni”. Per quanto riguarda in particolare il settore finanziario, Via Nazionale segnala come i prestiti siano cresciuti allo stesso ritmo registrato alla fine dell’anno precedente fino alla metà del 2011: “successivamente hanno registrato una moderata decelerazione”, coi criteri di offerta che “si sono irrigiditi soprattutto per le imprese più rischiose e per quelle del comparto delle costruzioni”. La prudenza delle banche trova del resto riscontro in una “elevata rischiosità dei crediti alle imprese non finanziarie” e nel proseguimento (sia pure in forma attenuata) della flessione della raccolta bancaria sotto forma di depositi. Per i prossimi mesi, concludono gli uomini della Banca d’Italia, “le prospettive di crescita dell’economia dell’Emilia Romagna restano incerte: al rallentamento del commercio internazionale, in atto dai mesi estivi, si accompagnano le cautele nel recupero dell’accumulazione di capitale e la debolezza dei consumi”, mentre le imprese “si attendono un rallentamento dell’occupazione negli ultimi mesi del 2011” che certamente non contribuirà a migliorare né il quadro complessivo dell’economia regionale né quello del settore del risparmio gestito.

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