Rete in città, a Venezia Doris deve combattere

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di Redazione 16 Gennaio 2012 | 11:34
Nella città dei Dogi il gruppo Mediolanum è tallonato da Intesa Sanpaolo

Anche il Veneto non è immune dalla crisi che in questi mesi continua ad abbattersi sui mercati finanziari e di conseguenza sul comparto del risparmio gestito; il calo degli iscritti appare tuttavia più contenuto rispetto a quello registrato in altre regioni. Scorrendo i dati dell’Albo dei pf italiani, infatti, BLUERATING ha contato 5.235 promotori residenti iscritti residenti in Veneto di cui 3.209 con un regolare mandato, contro i 5.387 promotori che risultavano iscritti agli inizi di agosto (dei quali 3.288 risultavano operativi), vale a dire che in cinque mesi si è registrato un calo degli iscritti veneti del 2,8% (calo ancora più contenuto tra i promotori attivi: -2,4%). Se l’attività di promotore finanziario resiste in Veneto, non sono invece molti i promotori che operano (o meglio risultano risiedere) a Venezia: in laguna sembrano infatti essere presenti poco più del 15% del total dei promotori impiegati in regione, pari a 491 professionisti in tutto.

Di questi 365 (l’11% del totale, ovvero circa i tre quarti dei pf veneziani) appartengono alle prime dieci “insegne”, rafforzando il sospetto che la presenza stabile in una città turistica come Venezia non sia necessariamente un “plus” (e che probabilmente molti promotori preferiscono risiedere nelle province limitrofe) soprattutto per le reti di minore dimensione. In compenso si nota una notevole polverizzazione a livello societario con 48 tra banche e reti che impiegano almeno un promotore veneziano a fronte di un’ottantina di società attive in Veneto con propri promotori finanziari, segno che nonostante la crisi il Veneto è una regione tra le più interessanti d’Italia per chi si occupa di distribuzione di prodotti e servizi finanziari (e infatti ritroviamo sigle del tutto assenti in altre regioni tra cui numerosi intermediari esteri e gruppi specializzati nel private equity, dal Credit Suisse ad Hypo Alpe Adria Bank, piuttosto che Hypo Tirol Bank Italia, Barclays, Santander Private Banking o la Banca popolare di Friuladria, del gruppo Credit Agricole), per quanto proprio un intermediario estero, Groupama, risulti come già in altre regioni del tutto assente (mentre ancora ad agosto risultavano iscritti all’Albo pf 15 promotori finanziari veneti di Groupama).

Passando poi ad analizzare le principali novità in classifica, Mediolanum si conferma la rete più presente tanto nell’intera regione (654 mandati) quanto a Venezia (116 promotori), sia a livello di singola insegna sia di gruppo, mentre il gruppo Intesa Sanpaolo con 103 elementi in tutto è l’unico altro intermediario presente con oltre 100 dei propri uomini in laguna (e risulta anche la seconda “insegna” più presente grazie ai 45 promotori veneziani di Banca Fideuram). Più staccati tutti gli altri a partire dal gruppo Generali (57 veneziani tra Banca Generali e Simgenia) che chiude il podio lasciando indietro a contendersi la medaglia di legno il gruppo Veneto Banca (che giocando in casa schiera nel complesso 36 professionisti in laguna), UniCredit (a quota 34) e Allianz (31 elementi). Chiudono la “top ten” (nonché l’elenco dei gruppi con almeno una dozzina di promotori schierati a Venezia), nell’ordine, il Credito Emiliano (20 uomini contando anche la rete di Euromobiliare), Mps (16 mandati), Friuladria (14 professionisti) e Azimut (con 13 codici). Agli altri, compresi nomi come Banca Reale, Banco Popolare, Finanza & Futuro, Banca Sai, Banca Esperia e Credit Suisse, pur presenti in forze in regione, sembrano restare a Venezia poco più che le briciole che i turisti sono soliti dar da mangiare ai piccioni per le foto ricordo in piazza San Marco.

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