A questo punto, pare che le ombre siano state spazzate via quasi del tutto.
Resta però ancora un nodo da scogliere. Non tanto quello legato ai dipendenti della banca e al fondo creato per la copertura dai rischi legali, quanto il trattamento economico da corrispondere ai soci uscenti Sopaf, Aviva, DeA Partecipazioni e Banco Popolare. Accanto alla Popolare di Vicenza, a manifestare l’interesse per Banca Network, infatti, c’è ancora lo spettro di Gaa sim, il gruppo fondato da Giampaolo Abbondio nel 2008. E il piatto di questi ultimi sarebbe più ricco rispetto a quello dell’istituto vicentino. Fatto che non dispiacerebbe ai soci. E che invece interessa relativamente Bankitalia che seleziona il predatore in base alla sua storia di lungo periodo.
Infine, al posto di Carmine Acquaviva l’ipotesi più accreditata conferma (come già anticipato da questo giornale) l’arrivo di Marco Riva, fino al 31 dicembre 2010 direttore commerciale in Banca Sara (ex Banca della Rete), ex Mediolanum, ex Zurigo sim ed ex Credem, da più di un anno sul mercato. La figura di Acquaviva (che la Popolare di Vicenza si sarebbe rifiutata persino di incontrare) appare ormai screditata in primis dai numeri (dagli originari 800 promotori si è passati agli attuali 380 e dei 4 miliardi di masse ereditate oggi ne sarebbero state perse più del 70%), inaccettabili soprattutto in relazione al suo più che corposo guadagno annuale. Infine dalla cattiva reputazione che ha visto coinvolto il nipote, Michele Acquaviva, (che operava da Napoli per la stessa Banca Network) in una truffa ai danni dei risparmiatori dell’ammontare di circa 2 milioni di euro e che gli è costata (tra le altre cose) una radiazione dall’Albo unico dei promotori finanziari, secondo la delibera Consob n. 17761 che porta la data del 27 aprile 2011.
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