Deutsche Bank prova a far pagare i suoi ex top manager per gli scandali

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 19 Maggio 2017 | 16:04

DEUTSCHE BANK BATTE CASSA AGLI EXDeutsche Bank in altalena a Francoforte, dove il titolo prima cala sino a 16,62 euro per azione, poi rimbalza sino a 16,89 euro (+1,39%) con circa 8,5 milioni di pezzi scambiati. Il presidente del Consiglio di sorveglianza dell’istituto, Paul Schleitner, ha fatto sapere di attendersi “nei prossimi mesi” un accordo con gli ex amministratori “per assicurarsi che gli individui coinvolti” negli scandali finanziari degli ultimi anni, come la vendita secondo pratiche non corrette di mutui sub-prime cartolarizzati (vicenda per cui la banca tedesca ha dovuto pagare 7 miliardi di dollari) diano “un sostanziale contributo finanziario”.

ACKERMANN, JAIN E FITSCHEN SI ACCORDERANNO? – Achleitner non ha fatto nomi, ma fonti giornalistiche hanno indicato come oggetto dell’iniziativa, tra gli altri, l’ex numero uno Josef Ackermann (Ceo del gruppo dal 2002 al 2012), oltre agli ex co-Ceo Anshu Jain e Juergen Fitschen (per il periodo 2012-2015). Sinora Ackermann aveva più volte ribadito che non vi sono basi legali che consentano alla banca di pretendere che i suoi ex dirigenti restituiscano i bonus già pagati, anche se in tutto, anche a causa della condotta inappropriata dei suoi dirigenti, la banca tedesca ha pagato sanzioni per il periodo 2002-2015 pari a 15 miliardi di dollari.

CRYAN VUOLE LASCIARSI ALLE SPALLE IL PASSATO – Da due anni che Deutsche Bank, sotto la spinta del nuovo Ceo John Cryan, sta cercando di lasciarsi alle spalle il suo “periodo nero”, avendo anche varato un aumento da 8,5 miliardi di euro che le ha permesso di ripianare le perdite e proseguire con gli investimenti. A inizio maggio, intanto, la conglomerata cinese Hma è entrata nel capitale della banca tedesca con una partecipazione pari al 9,9%, superando così il peso di BlackRock e dei fondi che fanno capo all’ex primo ministro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Jassim al-Thani.

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