Segnali di fumo a base di ottimismo

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di Redazione 22 Marzo 2012 | 09:35
Stai a vedere che piano piano arriva la ripresa. E ci coglie tutti impreparati…

Stai a vedere che piano piano arriva la ripresa. E ci coglie tutti impreparati. In momenti come questi, è vietato essere ottimisti. Però cosa costa esserlo, almeno un po’? Da qualche tempo, alcuni analisti annunciano timidamente che con il secondo semestre di quest’anno potrebbero arrivare i primi segnali di recupero. Ora stiamo attenti. L’Italia è in recessione piena e il Pil alla fine dell’anno, se le cose continueranno ad andare così, potrebbe essere negativo di un buon 1%.

Quindi parlare di ripresa vorrebbe anche dire immaginarsi un Pil ancora negativo ma magari dello 0,5% o di qualche decimale, ma pur sempre negativo. Quindi, calma e sangue freddo. Però sarebbe un segnale, un modo per cominciare a risalire. Francamente, nessuno si aspetta che il mondo e l’Italia ricomincino a macinare profitti e investimenti da un giorno all’altro. Intanto c’è un segnale importante, molto importante. Per la prima volta da quasi un anno, gli outlook degli analisti sulle società sono in maggioranza positivi. Il segnale è più importante di quello che sembra perché tradizionalmente e statisticamente i mercati finanziari anticipano l’andamento economico. Ergo… C’è di più, sempre restando ai segnali finanziari.

Wall Street, storico motore del mondo, è ai massimi; la Borsa italiana, per quel poco che può significare, sta registrando un rialzo a doppia cifra dall’inizio dell’anno. Tutti segnali anticipatori. Poi, alla ricetta dell’ottimismo, bisogna aggiungere un altro ingrediente: le parole di Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale. La “signora più elegante d’Europa”, come l’ha definita qualcuno, durante una visita di due giorni in Cina, palcoscenico forse non scelto a caso, ha dichiarato che “la ripresa economica mondiale sarà una maratona e non uno sprint” e serviranno riforme e ancora riforme per sostenerla, ma si cominciano a intravedere “segnali di stabilizzazione e di attenuazione della crisi economica in qualche parte del mondo”, anche se, ha avvertito, servirà tempo. Le misure adottate da Ue e Stati Uniti vanno nella giusta direzione, ha detto la Lagarde, ma le “principali vulnerabilità non sono ancora scomparse”. Tuttavia per la Lagarde (ma guarda un po’), “la situazione finanziaria dei mercati è abbastanza buona, gli indici migliorano, l’economia mondiale non è più sull’orlo di un baratro e noi possiamo dirci più ottimisti”. Tre indizi, si sa, fanno una prova…

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