La Fed raffredda i mercati

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di Redazione 4 Aprile 2012 | 07:26
Gli investitori continuano a riversare sul mercato flussi di denaro spinti dalle aspettative sulla politica monetaria dei diversi Paesi…

Come volevasi dimostrare. Gli investitori continuano a riversare sul mercato flussi di denaro spinti dalle aspettative sulla politica monetaria dei diversi Paesi, ieri è toccato all’America che, tramite le minute della Federal Reserve ha di fatto raffreddato le attese degli operatori circa la possibilità di vedere implementata la terza manovra di allentamento quantitativo, facendo sapere al mercato che a differenza di gennaio, dove alcuni membri del board si sono dichiarati favorevoli a nuovi programmi di acquisto di bond, nel meeting di febbraio soltanto un paio di essi lo erano ancora.

Dal momento che le decisioni vengono prese votando, e non esiste la possibilità di fare altrimenti, la decisione di cambiare il wording degli statement e di comunicare al mercato in maniera così diretta un cambiamento del sentiment tra i membri votanti ha fatto capire al mercato come l’eventuale decisione di procedere a nuovi acquisti di asset sia effettivamente meno probabile e questo ha fatto spegnare il pulsante del rischio. Abbiamo visto tutti i movimenti che sono partiti ieri in serata ed essi si sono palesati nella maniera che ci potevamo attendere: forti acquisti di dollaro americano a fronte della liquidazione di qualsiasi strumento legato al rischio si potesse vendere.

Questa reazione ci fa capire che secondo gli operatori la manovra risulta ancora necessaria e che ulteriore liquidità immessa nel sistema sarebbe gradita, stiamo a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, fino a quando non si chiuderà definitivamente la porta al QE3 potremmo avere risvolti interessanti. Uno dei movimenti più forti ed impulsivi è avvenuto sul metallo giallo, che ha perso 30 dollari nel giro di un’ora, andando a toccare quota 1,640.00, livello sopra il quale si sta consolidando. I livelli di breve a cui dobbiamo prestare attenzione risultano essere appunto il supporto indicato, che in caso di rottura aprirebbe la strada verso i minimi precedenti e la trendline di lunghissimo periodo (1,629.00), mentre una rottura a rialzo dei massimi della notte potrebbe far arrivare una correzione che però non ci aspettiamo superare i 1,660.00 dollari. Forte anche il movimento sul petrolio, che ha perso molto meno in proporzione ma che è sceso sotto 104.00 ed in linea teorica mostra le resistenze in area 104.25. Un ritorno sopra questo punto può far recuperare fino a 105.30, altrimenti lo spazio di discesa può far vedere anche i prezzi sotto 103.00 (102.40 potenziale obiettivo).

EurUsd
La flessione della moneta unica ha condotto il cambio eurodollaro in calo di due figure, da ieri sera a questa notte. Sono ampiamente stati superati i due livelli che sembravano poter avere un peso: 1.3280 e 1.3255 sono stati oltrepassati senza il minimo ripensamento. Questo movimento, a sorpresa, impone di guardare obiettivi a ribasso più ampi, suggerendo di affidarsi al precedente minimo di 1.3140, dove in due occasioni il cambio ha variato la direzione nella seconda metà di marzo. Il livello di 1.3370, oggi del tutto inutilizzabile, rimane però un livello chiave per chi volesse seguire la salita della moneta unica riducendo i rischi di un ingresso prematuro.

UsdJpy
Il dollaro si è dimostrato in forze anche contro lo yen, da ieri sera, invertendo quello che oramai sembrava un trend negativo per arrivare a 81.10. nel breve sembra poter divenire utile la resistenza di 83 figura, oltre la quale ci aspetta l’altra di 83.35.

EurJpy
Il calo della moneta unica ha portato ad un nuovo avvicinamento a 108.55, sull’euroyen. Sappiamo che prima di questo è presente un altro livello, 108.75, per cui l’area di supporto potrebbe essere rappresentata da una fascia di congestione dall’ampiezza di 20 pip. È distante, ora, il livello che potrebbe favorire una ripresa dell’euro: 109.75.

GbpUsd
Il cable non fa eccezione al momento favorevole al dollaro. Da ieri mattina sono stati persi più di 150 punti e, cosa più importante, è avvenuta la prima rottura della trendline di supporto che insisteva da giorni. Il livello di 1.5925 non ha retto e così il cambio ha variato direzione in un baleno. Ora l’ultimo livello di supporto utile si trova a 1.5840, livello dove transita la media a 200 periodi su un grafico con candele a 4 ore. Tornare positivi sul cable non sarà possibile sino ad un ritorno oltre 1.5925.

EurChf
Il cambio eurofranco continua a mantenere i minimi raggiunti la settimana passata. Il range giornaliero è ora compreso fra 1.2030 e 1.2045. 15 pip che potrebbero, da un momento all’altro, innescare qualcosa di davvero violento, soprattutto se avvenisse una rottura dell’estremo inferiore.

UsdChf

0.90 figura ha funzionato molto bene come supporto ieri, sul UsdChf, favorendo una risalita (dopo l’ennesimo tentativo di rottura in pochi giorni) di più di una figura. In questo momento di rischio impostato su “Off”, il dollaro si riprende egregiamente da un movimento negativo che sembrava dovesse portare i prezzi a 0.8935 in breve tempo. 0.9135 è il primo, mentre 0.9180 è il secondo livello di resistenza oggi.

AudUsd
Molta poca originalità sul cambio AudUsd anche se, in generale, ciò che funziona non dovrebbe essere cambiato. In questo caso il canale ribassista che insiste da fine febbraio, indica un livello obiettivo a ribasso posto a 1.02 figura. È distante, invece, il livello di resistenza dato che sia la linea indirizzata a ribasso che la media a 100 indicano 1.0460.
 

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