Aste BOT: nuovi timori sui PIIGS

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di Redazione 12 Aprile 2012 | 09:51
I mercati cominciano a dare i primi giudizi per quanto concerne i Paesi periferici dell’area euro in difficoltà

I mercati cominciano a dare i primi giudizi per quanto concerne i Paesi periferici dell’area euro in difficoltà, tornando a chiedere rendimenti più alti per prestare denaro ad essi. Ieri c’è stata l’asta per il titoli di stato italiani a tre mesi ed 1 anno, dove sono stati collocati 11 miliardi di bond. La brutta notizia non riguarda tanto il bid to cover ratio (rapporto tra domanda e offerta) che è stato buono, quanto i rendimenti che si sono raddoppiati rispetto all’asta precedente. I tassi sono andati quasi a triplicare sulla scadenza di luglio 2012, con rendimenti offerti a 1.249% contro lo 0.5% di marzo (0.492% per la precisione), mentre hanno raggiunto il 2.840% sulla scadenza 12 mesi, valore raddoppiato rispetto al precedente 1.405%.

Oggi la prova del nove sarà sulle scadenze più lunghe, ma siamo pronti ad attenderci tassi in salita anche qui in quanto non crediamo che la curva dei tassi vada a prezzare rischi maggiori nel breve periodo rispetto al medio. A livello di analisi, i risultati di ieri sono sufficienti per farci comprendere come gli effetti delle operazioni di LTRO per il momento si stanno affievolendo e le tensioni degli investitori stanno tornando (o meglio stanno continuando, ma in maniera più profonda) a concentrarsi sui singoli Paesi e non sulla moneta unica di riferimento. E’ così che sono le borse e gli obbligazionari a soffrire, ennesima prova empirica che l’unione europea non è ancora considerata un’unione monetaria vera e propria. Dal punto di vista dei market mover possiamo ancora attenderci il rispetto delle correlazioni tra rischio e dollaro e dobbiamo segnalare la bella reazione del dollaro australiano che dopo la pubblicazione del tasso di disoccupazione, sceso dello 0.1% rispetto alle attese di mercato (5.3%), si è riportato in territorio di resistenze da seguire, come vedremo tra poco.


EurUsd

La moneta unica non si è mossa molto, nemmeno a seguito di una ripresa dei corsi azionari e dopo la negatività vissuta i giorni precedenti. Per questa ragione i livelli individuati fra ieri ed il giorno prima sono ancora validi: quindi 1.3145-60 come forte area di resistenza (oltre la quale potrebbe essere molto valida un’operatività in breakout) e un supporto che si trova a 1.3035 (seppur ne sia visibile uno intermedio sull’area di minimo di 1.3090, osservabile dalla seconda metà della giornata di ieri).

UsdJpy

Anche sul cambio UsdJpy non è variata di molto la situazione tecnica. Siamo sempre in presenza di una tendenza ribassista il cui estremo superiore si trova ancora a passare a 82.30. 81.25 è la più vicina resistenza di giornata confermata dai minimi di tre giornate fa e dal transito della media a 100 periodi su grafico orario. L’obiettivo a ribasso si posiziona ancora su 80.15, dove arriva sempre la metà del ritracciamento del movimento positivo più recente.

EurJpy

Sul cambio EurJpy continua a rimanere valido il livello di supporto verificato a 105.60. Abbiamo già detto come, oltre questo livello, si potrebbe aprire una strada negativa piuttosto volatile. I tentativi di ripresa della moneta unica si scontrano invece, da qualche giorno, sulla media mobile a 100 periodi su grafico orario: questa oggi transita a 106.60, che diviene quindi la più vicina resistenza.

GbpUsd
Ancora una volta ci troviamo a dover commentare il cable che si trova in area 1.5920. Continuiamo a sostenere come questo livello sia l’ago della bilancia di un movimento positivo ed uno di nuovo ribassista, con obiettivo 1.58. In linea teorica aspetteremmo un superamento di 1.5940, come verifica dell’effettiva rottura, per schierarci con la risalita che dovrebbe seguirne (il primo target è visibile poco al di sotto di 1.60 figura).

UsdChf
Il movimento del franco svizzero, contro dollaro, continua a rimanere confinato all’interno di una figura che sempre più ricorda una flag. I due estremi sono dati da 0.9205 e 0.9125.

AudUsd
La situazione tecnica si sta riscaldando molto sul dollaro australiano. Ci troviamo, infatti, per la terza volta in tre settimane in presenza di un tentativo di rottura di quel canale ribassista che con tanta precisione seguiamo da tempo. La conferma di rottura della trendline negativa e della media mobile a 100 periodi su grafico con candele a 4 ore l’avremo solamente con il superamento di 1.0380 e con un primo obiettivo che è possibile ritrovare a 1.0470.

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