Procura chiama agenzia di rating

A
A
A
Avatar di Redazione 15 Giugno 2012 | 13:37
Si ha l’impressione che in nome della difesa della patria economica si voglia mettere sotto processo tutti quelli che…

Fa un certo scalpore leggere che una società internazionale di rating sia messa sotto accusa da una procura della Repubblica. Ancor più stupore fa apprendere che questa procura non ha sede in un centro finanziario ma in una bellissima cittadina famosa per i suoi monumenti e i prodotti tipici. Insomma, una normale città italiana. Cosa spinga una procura così piccola a battere sul tempo le procure maggiori e più avvezze a indagare sugli abusi del mercato finanziario non è dato conoscere. Forse i grandi inquisitori hanno snobbato l’indagine o l’hanno ritenuta superflua. Le carte processuali, sulle quali si basa l’atto d’accusa, non sono ancora state rese di pubblico dominio.

A quel che si può leggere, col dovuto beneficio d’inventario, pare di capire che l’accusa di abuso d’informazioni privilegiate sia caduta, mentre rimane in piedi quella più grave e anche più difficile da provare, della manipolazione di tipo informativo (si deve presumere). Di conseguenza, i signori indagati non hanno compiuto atti d’insider trading: non hanno negoziato titoli di Stato italiani, non hanno passato la o le informazioni privilegiate a chicchessia e non hanno raccomandato la vendita (anche allo scoperto) di titoli di Stato italiani a nessuno. L’accusa si sostanzia in “una serie di artifici concretamente idonei” tra l’altro “a provocare una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”. Si dice che queste attività, di per sé lecite, divengono illecite (nella faticosa prosa giudiziaria) “per come combinate tra loro” al fine di fornire “intenzionalmente ai mercati finanziari, quindi agli investitori, un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche “falsata”) in merito all’affidabilità creditizia italiana e alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, per modo di disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore”. Naturalmente sarà da verificare il “per come” e il “per modo”, ma sembra che l’informazione distorta sia il frutto di “analisti (non identificati) inesperti e incompetenti”.

Come si faccia a definire inesperti e incompetenti coloro che non si conoscono è un punto che sarà spiegato meglio nella sede opportuna, ma fa un po’ sorridere. Per confermare che il giudizio sull’Italia fosse falsato, la procura si è avvalsa di due illustri professori universitari d ’ indiscussa fama. La notizia, almeno per come si legge sui media, suscita mille perplessità. Si sta giudicando il giudizio in sé o la modalità di comunicazione del giudizio? Se le comunicazioni al mercato sono state fatte non “in maniera tempestiva”, ma “selettiva e mirata”, allora è bene chiarire in cosa consista quest’azione.

Se la “selettività” indica che si è preferito comunicarlo ad alcuno anziché ad altri, siamo nell’ambito dell’abuso d’inf o rmazioni privilegiate e come tale è perseguibile il fatto. Se si allude a una “selettività” n e l l a scelta del momento della comunicazione, sarà agevole stabilire se sono stati rispettati i regolamenti Consob in materia. Se questi non fossero stati rispettati, saremmo comunque nell’ambito di una violazione amministrativa e non penale. Si ha l’impressione che in nome della difesa della patria economica si voglia mettere sotto processo (e di conseguenza intimorire) quanti esprimano un giudizio, opinabile come tutti i giudizi, e così la manifestazione della libertà di pensiero riconosciuta come uno dei pilastri della democrazia occidentale. I giudizi di Standard & Poor’s avrebbero potuto essere espressi da un qualunque imprenditore, sindacalista o giovane precario o disoccupato, magari con meno risonanza. Naturalmente questo non assolve le agenzie di rating dai loro conflitti d’interesse, laddove esistenti. Ma questa è un’altra storia.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Directa: “il tuo trading è la nostra passione”. Ecco il nuovo sito

Tedeschi (Directa): “Ecco alcune delle novità in cantiere per i prossimi mesi”

Vincenzo Tedeschi nominato amministratore delegato di Directa Sim

NEWSLETTER
Iscriviti
X