Banche: per Mps la soluzione si avvicina, per ex popolari venete ancora no

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Luca Spoldi di Luca Spoldi30 maggio 2017 | 15:54

MPS RIAPRE TRATTATIVE CON QUAESTIO – Il Cda di Mps concede a Quaestio Sgr (cui fa capo il fondo Atlante II che dovrebbe sottoscrivere una parte delle tranche mezzanine e junior) un mese di trattative in esclusiva, fino al 28 giugno, per definire i dettagli della cartolarizzazione e a Piazza Affari si diffonde la sensazione che la soluzione della tribolata vicenda del salvataggio dell’istituto senese, i cui titoli sono sospesi in borsa da fine 2016 dopo il fallimento della tentata ricapitalizzazione di mercato, sia ormai vicina.

TRANCHE JUNIOR ANDRA’ AI PRIVATI, NON AGLI AZIONISTI MPS – Quaestio negozierà per conto di Atlante II e di un gruppo di altri investitori i termini e le condizioni della cartolarizzazione di un portafoglio di Npl (crediti non performanti) che a fine  2016 tale ammontava a circa 26 miliardi di euro. Rispetto allo schema originale, per venire incontro alle richieste delle autorità europee la tranche junior non sarà semplicemente assegnata agli azionisti di Mps, ma verrà ceduta per la maggioranza a investitori privati, dato che con la ricapitalizzazione preventiva il socio di riferimento è destinato a diventare lo stato che avrebbe finito col trovarsi portatore anche di una fetta consistente di tale tranche (le più rischiosa).

PREZZO CESSIONE NPL PIU’ ALLINEATO AL MERCATO – Altra differenza significativa, il prezzo di cessione degli Npl dovrebbe ridursi dal 30% a cui si era provato a cederli a dicembre a circa un 20%, valore maggiormente in linea coi prezzi di mercato attuali. Una volta raggiunto l’accordo questo dovrà poi ottenere il via libera della Commissione Ue che a quel punto, trovato anche un accordo sul piano industriale (si dovrebbero registrare ulteriori 3.500-5.000 esuberi e la chiusura di altri 500-600 sportelli) darà anche il benestare alla ricapitalizzazione pubblica.

PER EX POPOLARI VENETE LIETO FINE RESTA LONTANO – Anche prevedendo qualche ulteriore settimana per sistemare gli ultimi dettagli, entro l’estate Mps potrebbe finalmente uscire dalle secche, con quasi un anno di ritardo rispetto a quanto inizialmente auspicato, ritardo che ha pesato sull’intero settore bancario italiano, che ancora deve affrontare l’ulteriore nodo delle due ex popolari venete, per le quali l’ottimismo appare invece quanto meno prematuro, con anzi il rischio concreto di un “bail-in” per uno o entrambi gli istituti se non si troveranno capitali privati pronti a intervenire a fianco dell’intervento pubblico.


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