I manager e le mail

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di Redazione 9 Agosto 2012 | 08:00
Se prima il telefono, le riunioni e i meeting individuali erano il mezzo principale per comunicare, oggi le mail la fanno quasi sempre da padrona…

NUOVE MODALITA’ DI COMUNICAZIONE – L’avvento delle mail ha stravolto il nostro modo di lavorare. Su questo nessuno ha dubbi. Nel corso degli ultimi anni sono cambiate le modalità di comunicazione e interazione tra le persone sia nel mondo del lavoro che nella vita sociale. Se prima il telefono, le riunioni e i meeting individuali erano il mezzo principale per comunicare, oggi le mail la fanno quasi sempre da padrona. Si comunica di più e in modo frenetico e si tende a cercare di condividere le informazioni con più persone possibili.

UNA NUOVA GENERAZIONE DI MANAGER – Se da un lato questo aspetto è positivo perché è più facile comunicare, dall’altro ha dato avvio ad una nuova generazione di manager che sta spopolando nel mondo delle reti di promozione finanziaria (ma non solo….), il manager “gira mail”. Chi si trova in una posizione manageriale, qualunque essa sia, è sottoposto ad un bombardamento di richieste e informazioni. Questo fa parte del suo ruolo anche se, come abbiamo già avuto modo di vedere, il focus deve essere sempre sul campo a fare business e cioè incontrare clienti attuali, potenziali e PF della concorrenza se fa parte del suo mandato. Il manager abituato a stare dietro alla scrivania, invece che sul marciapiede, finisce quindi in un vortice comunicativo senza fine dove il numero di mail ricevute diventa direttamente proporzionale al tempo passato in ufficio.

UN VICOLO CIECO – Più si resta nelle caldi e protettive mura del posto di lavoro, più si ha tempo di rispondere alla mail, più se ne ricevono. Questo accade non per un motivo operativo (ufficio = mail) perché oggi le mail ti seguono ovunque con i vari dispositivi di cui tutti siamo dotati, ma per un tipo di atteggiamento sul lavoro. L’epoca in cui rispondere subito alle mail era una vanto di efficienza è ormai tramontato. Anzi, adesso è sintomo di inefficienza perché palesa il fatto che si ha il tempo di farlo (magari anche subito) e quindi non si è occupati con clienti o colleghi in attività dal valore aggiunto più alto. Anche perché, e questo è il punto, girare mail non serve a nulla.

“FORWARD” – Ci sono stuole di manager che pensano che basti “forwardare” (come si dice in gergo) una mail a qualcun altro mettendo in copia decine di persone sia sintomo di efficienza. Peccato che diffondere l’informazione (o il problema) aspettando che qualcun altro faccia il lavoro serve molto a poco. Certo alle volte è indispensabile perché un specifico problema tecnico può essere risolto solo da un esperto (in quel caso sarebbe sempre meglio scrivere a una persona sola ed evitare inutili code di persone messe per conoscenza) ma spesso sarebbe meglio alzare il telefono, i tacchi (come si dice in gergo) e cercare di risolvere la cosa in modo autonomo o, per lo meno, provare ad offrire una soluzione al tema. Il lavoro di gira mail altrui non ha oggi più senso e non ha futuro. Viviamo un presente in cui si tende a comunicare tutto a tutti ma se non ci concentriamo di più sul core business, i clienti, e non spendiamo il nostro tempo a sviluppare attività commerciale finiremo per non avere più nulla da comunicare e il manager “gira mail” resterà immobile a guardare il PC o il telefonino nella speranza di ricevere almeno una mail di spam.

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